La protesta
Viaggio tra orti e canneti: ecco cosa c’è nei terreni oltre via dell’Ambrogiana
Livorno, si tratta di un'area fatta a quadrilatero, grande come quattro o cinque campi di calcio
livorno. Volete provare l’emozione di sentirvi per un’oretta un Indiana Jones seppur “de noartri”? Abbiamo un utile suggerimento da proporvi: inoltratevi in quel quadrilatero, grande come quattro o cinque campi di calcio, famoso per gli orti urbani, incastrato tra le vie dell’Ambrogiana, Goito, da Verrazzano e Corazzi-Cecioni. Il terreno è agli onori delle cronache per il noto crollo di parte del muro di via dell’Ambrogiana e la cosa ha fatto sì che sia stato parzialmente ripulito da vegetazione e rifiuti. La parte “selvaggia” è quella nella quale si accede da via da Verrazzano oppure da piazzale Villa Chayes.
Nella seconda ipotesi troviamo una parte di terreno ripulita e, subito dopo, una diga di canne insormontabile, da cui ci possiamo salvare curvando a sinistra e scoprendo un “orto” che nulla ha a che fare con gli orti urbani collocati nella parte opposta di quest’area. Qui il sedicente proprietario ha recintato con cartelli un rilevante pezzo di terreno che confina con via Goito, nel cui interno si intravede una vera e propria mini azienda agricola con tanto – dice un conoscitore della zona – di pozzo risalente al 1.600.
Accedendo invece da via da Verrazzano è possibile costeggiare il muro esterno del piccolo parco pubblico per cani, verificando come anch’esso sia malmesso come quello crollato. La cosa che non sembra chiara è il criterio con il quale si siano ripuliti tratti di canneti e risparmiandone altri.
Avanzando, arriviamo agli orticelli, una ventina e forse più, coltivati da ortolani amatoriali di ogni età. La pulizia regna sovrana anche nell’area comune, dove si svolgono festicciole familiari, con tanto di presenza di un simil gazebo. Più comodamente si giunge nell’area degli orti dai varchi di via Goito e via dell’Erbuccia (stradina che congiunge via dell’Ambrogiana con via Bois).
Accanto allo storico muro di via dell’Ambrogiana, proprio di fronte a Villa Emilia, resiste un allargamento che a suo tempo facilitava l’inversione a “u” delle carrozze. Ma la strada, così unica nell’aver conservato le fattezze originarie, merita un approfondimento storico grazie anche al cultore della Livorno che fu Arnaldo Roccella e alle sue ricerche: «In via dell’Erbuccia – scrive – sorgeva intorno al 1.600 la casa del corsaro Santi Franceschi, con un vastissimo terreno intorno». Secondo le ricerche di Roccella la strada un tempo si chiamava via dell’Imbrogiana e nella via definita con questo toponimo c’è un ex voto a Montenero raffigurante un incidente relativo ad un investimento da carrozza. E dopo Villa Henderson e i fasti di quelle che furono villa Carega e Villa Guebhard non poteva mancare una Villa dove avesse abitato Francesco Domenico Guerrazzi, anch’essa collocata in via dell’Erbuccia. Nella via rimane solo un arco con un residuato di cancello e un cippo posto a latere. Nel tratto vicino a via Roma, lo storico convento di suore Mantellate (istituto Rossi Ferrari) da tempo Rsa per anziane religiose. Ma il convento ha mantenuto, proprio come il resto della via, la fisionomia da location di film di cappa e spada, in particolare nella strettissima curva a gomito a fianco della cappella Villa di Borsi. Se vi trovassimo la Monaca di Monza a colloquio con Egidio non ci sarebbe da stupirsi.
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