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Livorno

sindacati e diritti

Nei campi per 2,50 euro l’ora, la Cgil: «Schiavismo e minacce»

Gianni Tacchi
Mirko Borselli, Nicolò Cortorillo, Michele Rossi e Fabrizio Zannotti: il mondo Cgil al fianco dei lavoratori
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Mirko Borselli, Nicolò Cortorillo, Michele Rossi e Fabrizio Zannotti: il mondo Cgil al fianco dei lavoratori

La Flai Cgil ha fatto scattare le indagini dopo tre anni al fianco dei braccianti: «Situazione drammatica, ora serve una cabina di regia sul lavoro agricolo»

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LIVORNO. Sfruttamento. Schiavismo. Lavoro grigio. Concorrenza sleale nei confronti di chi lavora in modo onesto sul territorio. Evasione fiscale. Sono i temi che sottolineano i sindacalisti della Flai Cgil di Livorno intorno all’inchiesta della Guardia di finanza sulle condizioni dei braccianti in tre aziende della Val di Cornia, un’inchiesta fatta partire dallo stesso sindacato denunciando la situazione dopo tre anni al fianco dei lavoratori. «Qualcosa di drammatico e gravissimo», dicono dal sindacato, sottolineando le «15 ore al lavoro nei campi per una paga di 2,50 euro all’ora». Ecco perché parlano subito di «schiavismo», considerando pure che molti braccianti dormivano in un casolare abusivo di proprietà degli stessi imprenditori per cui lavoravano, tra l’altro in precarie condizioni igienico-sanitarie.

«Con questa inchiesta sono stati riconosciuti i diritti dei lavoratori», evidenzia Michele Rossi, segretario della Flai Cgil di Livorno, che entra poi nei dettagli: «Si è creata una forte complicità tra il sindacato e i lavoratori, un legame che ha portato alle denunce e ha fatto emergere le condizioni dei lavoratori sfruttati. Resta il fatto che la provincia di Livorno è virtuosa e le più grandi aziende vinicole mettono al primo posto la tutela dei lavoratori». «La parte più difficile - aggiunge Nicolò Cortorillo, altro punto di riferimento della Flai Cgil - è stata conquistare la fiducia dei braccianti, che venivano anche ricattati e minacciati dai titolari delle aziende. A questo punto crediamo che sia fondamentale l’apertura, all’interno dell’Inps, di una cabina di regia sul lavoro agricolo per monitorare la situazione di un settore che è sempre più delicato: l’avevamo già chiesta e ora torniamo a chiederla con forza».

Come annuncia il segretario generale della Cgil di Livorno, Fabrizio Zannotti, il sindacato si costituirà «parte civile nel procedimento». «Solo con le denunce possiamo fermare ed evitare casi di sfruttamento come questo - prosegue Zannotti - purtroppo episodi del genere si stanno allargando ad altri settori e non riguardano solo gli stranieri, ma anche gli italiani. Noi siamo al fianco dei lavoratori e invitiamo a venire nelle nostre sedi tutti coloro che si stanno ritrovando in una condizione simile, in modo tale da poter risolvere la situazione. Un appello alle altre imprese del settore che rappresentano delle eccellenze sul territorio: non emarginate questi lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare, date loro un’opportunità. Anche perché, con le loro denunce, hanno tutelato le aziende più serie». «Dobbiamo contrastare i casi di sfruttamento come questo - chiude Mirko Borselli, segretario regionale della Flai Cgil - anche perché il rischio, in un periodo molto difficile dal punto di vista economico come questo, è che possano estendersi ad altre aziende e ad altri settori».


 

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