Gioco
il caso
«Agente della municipale messo in mobilità coatta»: scatta lo stato agitazione
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Una pattuglia della municipaleLivorno: la Uil Fpl ha incontrato il prefetto e ottenuto una marcia indietro del provvedimento entro metà giugno. Venerdì 13 assemblea del sindacato
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LIVORNO. «Un agente della polizia municipale messo in mobilità coatta». Scatta lo stato di agitazione della Uil dopo una determina della comandante dei vigili, Annalisa Maritan, che ha comportato il trasferimento «dalla mattina alla sera di una persona dal suo posto di lavoro ottenuto mediante partecipazione ad una selezione pubblica e nessun atto ne ha giustificato la motivazione se non generici richiami a una fantomatica riorganizzazione della polizia municipale che, alla fine, si è tradotta con una nuova determina del 29 aprile con la quale si riassegnano semplicemente delle funzioni operative a persone già presenti nei diversi servizi interni ed esterni della municipale».
Per questo, giovedì 5 maggio, il sindacato ha incontrato il prefetto Paolo D’Attilio alla presenza della delegazione del Comune rappresentata dall'assessora al personale Viola Ferroni, dalla dirigente dello stesso settore e dalla Maritan. Un faccia a faccia proficuo dal momento che la decisione sarebbe rientrata e lo sciopero, inizialmente annunciato per il 13 maggio, trasformato in stato di agitazione. «La vertenza che abbiamo aperto con l’amministrazione – spiega la Uil Fpl – riguarda fondamentali principi contrattuali e di buon governo dell’organizzazione del lavoro. Per noi tutti gli atti dell'amministrazione e dei suoi dirigenti che attengono al rapporto di lavoro e intervengono sui diritti garantiti da leggi, regolamenti e contratti devono essere trasparenti, ovvero disponibili in anteprima per dare modo al sindacato di poterne valutare le ricadute sulle norme contrattuali, motivati ovvero devono contenere una chiara spiegazione del perché si compiono determinate riorganizzazioni e si dispongono trasferimenti di persone da un posto di lavoro all'altro e da una funzione all’altra, ed equi ovvero quando si attua un trasferimento di personale si devono adottare dei criteri. Questo è il significato essenziale della norma contrattuale prevista dall’articolo 5 nonché da numerose sentenze del Consiglio di Stato. Trasparenza, motivazione ed equità servono per impedire che il potere che la legge riconosce al dirigente sconfini nella discrezionalità. La Uil Fpl – conclude il sindacato – quindi non si sta battendo per impedire la mobilità del personale, ma per difendere il contratto di lavoro unico baluardo a tutela dei diritti individuali delle persone e della buona organizzazione del lavoro. La legge e la norma contrattuale prevedono che la mobilità sia oggetto prima di informazione, poi di confronto ed infine nell'auspicabile accordo aziendale».
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