Il Tirreno

Livorno

Schianto in scooter: cuoco livornese risarcito dopo quattro anni per 270mila euro

Stefano Taglione
L'incidente di Tirrenia
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L'incidente di Tirrenia

Livorno: il ventinovenne livornese era passeggero sul suo motorino. L’incidente è avvenuto a Tirrenia, allo stop di via degli Allori

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LIVORNO. Dopo quasi quattro anni dallo schianto in motorino verrà risarcito per 269.423,50 euro. Lo ha deciso il tribunale civile, con una sentenza del giudice Carlo Cardi, condannando l’assicurazione Aviva Italia a liquidare al cuoco livornese Fabio Campani (29 anni e nato a Pisa) la somma spettante per i danni patrimoniali e non patrimoniali subìti dopo l’incidente avvenuto all’incrocio fra via dei Lecci e via degli Allori, a Tirrenia, nella notte fra il 9 e il 10 luglio del 2018.

Il giovane, assistito dall’avvocato Nicola Neri, in qualità di passeggero era a bordo del suo Aprilia Scarabeo guidato da Maurizio Orlandi e – secondo quanto ricostruito – è stato centrato da un Piaggio Zip (il cui conducente era il quarantenne livornese Matteo Guarnieri) che «non ha rispettato il segnale di stop posto su via degli Allori», si legge nella sentenza. A rimanere ferite quattro persone: oltre a Campani, Orlandi e Guarnieri anche un quarto uomo, in sella dietro a quest’ultimo: Maicol Campani. A soccorrerli le ambulanze della Svs di via San Giovanni, con a bordo il medico del 118, e della Pubblica assistenza del Litorale pisano.

Lo chef ha fatto causa alla sua assicurazione, la Aviva Italia, visto che la polizza stipulata copriva come da legge i danni causati a terzi (a prescindere da chi poi sarebbe emerso come colpevole dell’incidente, visto che lui da passeggero deve essere considerato un “soggetto terzo”). In ogni caso, lo stesso Guanieri, ha confermato che lo scontro è avvenuto «a causa di una mia distrazione». «non ci siamo fermati allo stop in quanto non abbiamo visto provenire il veicolo di controparte», sono state invece le parole di Maicol Campani. L’assicurazione, assistita dal legale Simone Fiorini, si è difesa sostenendo che «il sinistro non appare logicamente compatibile, al pari delle lesioni lamentate», sostenendo eccessive le pretese risarcitorie.

Il professor Luigi Papi, incaricato dal tribunale come consulente tecnico di ufficio per accertare le conseguenze sanitarie provocate dallo schianto, ha «determinato il danno biologico permanente nella misura del 38% con una temporanea biologica totale di 30 giorni, ulteriori 30 al 75%, 60 al 50% e 90 al 25%». Di fatto sette mesi per tornare alla graduale normalità, con il ventinovenne – all’epoca dei fatti aveva 26 anni – che è stato anche ricoverato in ospedale. Al giovane – che «il primo marzo del 2018 era stato assunto fino a luglio come aiuto-cuoco dell’impresa “Fontanelli Serena”», si legge nella sentenza – non è stata invece riconosciuto il danno patrimoniale da lesione della capacità lavorativa specifica.

Oltre ai danni patrimoniali e non patrimoniali il tribunale ha stabilito che l’assicurazione dovrà sostenere anche le spese di lite: 1.214 euro per le spese, 3.375 per la fase di studio della controversia, 2.227 per la fase introduttiva del giudizio, 3.000 per l’istruttoria e 5.870 per la fase decisionale. In tutto, quindi, 15.686 euro.

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di Redazione web