Il Tirreno

Livorno

Fondazione Livorno, i miei primi 30 anni. Tre giorni di incontri, arte e visite guidate

Simone Fulciniti
Da sinistra Cinzia Pagni, Luciano Barsotti e Olimpia Vaccari
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Da sinistra Cinzia Pagni, Luciano Barsotti e Olimpia Vaccari

Sarà aperto alla città Palazzo Vagnetti con i suoi tesori. Poi la mostra su Grubicy e il viaggio tra le sculture di Guiggi

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LIVORNO. La Fondazione Livorno compie 30 anni, e li festeggia con tre giorni di incontri, dibattiti ed eventi: il 13, 14 e 15 maggio. Non è semplice spiegare cosa sono le fondazioni di origine bancaria: sono soggetti privati che svolgono una funzione di carattere pubblico, collettivo e di utilità sociale.

La storia inizia molto prima, con l' antica Cassa di Risparmi di Livorno, fondata nel 1836 per agevolare il risparmio del ceto popolare. Parte degli utili veniva erogata in beneficenza o per aiutare le popolazioni in caso di calamità e epidemie. Un secolo e mezzo più tardi con la legge Amato nascono le fondazioni di origine bancaria e quindi la Fondazione Livorno alla quale viene conferito il patrimonio della Cassa dei Risparmi, immobili, opere d’arte e l’intero pacchetto azionario. Ma lo spirito filantropico resta quello delle origini.

«30 anni sono un periodo importante, certo – dice Luciano Barsotti, presidente – ma un periodo che ha alle spalle una storia molto lunga, intrecciata con quella di Livorno. I rappresentanti delle nazioni livornesi sono coloro che l’hanno costituita.

Ora la dimensione è provinciale e 30 anni sono un segmento sufficiente per fare una sorta di consuntivo, ma sono anche un punto di partenza su quello che sarà la fondazione del futuro». Il primo giorno di festeggiamenti è legato a doppio filo con i tre decenni di attività. «La Fondazione sta accanto al tessuto sociale, strutturale e culturale del nostro territorio provinciale - spiega Cinzia Pagni, vicepresidente – e per questo traguardo ha deciso si dare volto e voce alle testimonianze. Il 13 al pomeriggio, ci saranno le associazioni dei diversi settori coi quali operiamo, con un susseguirsi di video e testimonianze. E per l’occasione, dalle 18 alle 20, apriamo i nostri magazzini del Monte dei Pegni, in Venezia.

Uno degli edifici storici della fondazione, del 1701, e gli diamo vita. Ci sono tre spazi all’interno: nel primo ci saranno esposti i manifesti e le locandine di tutte le nostre iniziative dal 1992 ad oggi. Verranno proiettati anche dei video che raccontano il viaggio, curati da Luca Dal Canto e Granducato tv. Nella seconda stanza verrà allestito uno spazio di performance di danza con Atelier delle Arti. Nella terza stanza ci sarà uno spazio dedicato alla musica curato dagli allievi del Mascagni. E una mostra fotografica di Dario Marzi e Michelee Silvestri». Stessa cosa anche il giorno successivo. Preceduta però dal convegno “Filantropia ieri oggi e domani”, che vedrà gli interventi (a partire dalle 10, presso la Camera di Commercio) di Luciano Barsotti, Emiliano Ranati, Francesco Profumo, Giorgio Righetti, Emanuele Rossi, Giovanna Colombini e rappresentanti di enti e associazioni. Domenica 15 maggio è il giorno dell’arte. «Fondazione e Arte è un tema grande – afferma Olimpia Vaccari – nei locali dei magazzini, come detto, c’è la storia riassunta. Invece nella nostra sede di palazzo Vagnetti, costruito dal grande architetto del nobile interrompimento, verrà allestita la parte della sezione cultura. Un palazzo iconico che conserva ai piani 3 e 4 una collezione di macchiaioli, post macchiaioli e dei contemporanei. Rappresenta il percorso, attraverso gli acquisti le donazioni e contributi. Quel giorno sarà aperta al pubblico. La mattina per i bambini delle scuole accompagnati dai genitori, a cura della cooperativa Itinera (0586/894563) . A partire dalle 16 ci sarà la visita guidata per le persone, a cura di Coop Diderot (339/8289470)». Alle 16 l'atteso incontro “Dal gesso al bronzo, tra i nudi di Giulio Guiggi". Parteciperanno Luciano Barsotti, Olimpia Vaccari, l’assessore alla cultura Simone Lenzi e gli eredi Guiggi. «`Il momento clou sarà l’inaugurazione di una statua di Guiggi, scultore plastico e delicato: fondazione gli dedicò una mostra antologica nel 2014, alla quale seguì una donazione importante, soprattutto di disegni e gessi. Dal gesso al bronzo, vedrà una performance di trasformazione, nella sala Cappiello». Per concludere alle 18, al Museo della Città di Livorno, è prevista una visita guidata della mostra “Vittore Grubicy, un intellettuale artista e la sua eredità”. Per info www.fondazionelivorno.it
 

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di Redazione web