Il Tirreno

Livorno

Tenta di ingoiare una catenina e picchia i poliziotti e le guardie giurate dell'ospedale

Stefano Taglione
La polizia al pronto soccorso
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La polizia al pronto soccorso

Livorno: dopo una lite con la fidanzata l’uomo era al pronto soccorso per farsi refertare. Vedendo gli agenti ha cercato pure di tagliarsi con l’orologio, poi l’aggressione

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LIVORNO. Era andato al pronto soccorso per farsi visitare, visto che la sera prima si sarebbe picchiato in casa con la compagna. E attorno alle 11 di martedì 3 maggio, alla vista degli agenti arrivati in ospedale per portarlo in questura, ha prima cercato di tagliarsi le vene con l’orologio che indossava al polso, sfilandoselo, poi li ha aggrediti cercando al contempo di ingoiare una catenina che portava al collo, forse per evitare di essere portato negli uffici di viale Boccaccio per gli accertamenti.

Momenti di caos nella sala d’attesa del pronto soccorso, dove sono dovute intervenire le guardie giurate del Worsp Security Group insieme agli agenti del posto fisso dell’ospedale – rinforzato proprio nell’ultimo mese in termini di uomini dal questore Roberto Massucci, visto che prima spesso era chiuso – e ai colleghi della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, arrivati come fondamentale rinforzo con due pattuglie.

Per le forze dell’ordine, calmarlo, si è rivelata impresa ardua. Anche perché l’uomo – un cittadino tunisino di 35 anni, secondo una prima ricostruzione – proprio non ne voleva sapere di seguirli nella caserma “Vittorio Labate” per essere identificato. Sarebbe stato disposto a tutto, anche a ingoiare la catenina, rischiando la propria incolumità. Un gesto autolesionista che è riuscito a mettere in pratica, con il personale sanitario – per fortuna uscito incolume dal caos, visto che né i medici, né gli infermieri, né gli operatori socio-sanitari sono rimasti contusi – che gli ha tirato fuori il monile dalla bocca prima che riuscisse a ingoiarlo. Il giovane era al pronto soccorso con la compagna, che si sarebbe fatta refertare per quanto accaduto la sera precedente.

Per calmarlo gli agenti lo hanno immobilizzato, consentendo ai sanitari di operare in sicurezza per l’incolumità dello stesso trentacinquenne che rischiava di soffocare con la catenina di metallo. Il tutto è avvenuto nella sala d’attesa, con gli altri pazienti a poca distanza. Dopodiché l’uomo è stato portato per accertamenti negli uffici di viale Boccaccio: per lui si profilano le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

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di Redazione web