Gioco
La corsa del Cecioni in memoria del "Gurri": «Gabriele sei nei nostri cuori, questa campestre è per te»
Il liceo Cecioni e la corsa dell’11 maggio in memoria del suo studente tragicamente scomparso. La preside Grieco: «Una reazione coraggiosa dei ragazzi, dopo un percorso faticoso per superare il trauma»
LIVORNO. «Per noi la corsa è la metafora della vita, correre è faticoso, ma non si è soli e se si chiede aiuto lo riceviamo». E ancora: «Le difficoltà nella vita si affrontano insieme». Ogni parola, un sussulto al cuore: «È un modo di reagire al trauma e con coraggio abbiamo organizzato una corsa per lui, per lui che amava correre». I compagni di classe di Gabriele. Gli amici di scuola del Gurri. I suoi insegnanti. La sua dirigente, Cristina Grieco. Una voce. Tanti stati d’animo. È il liceo Cecioni, tutto, che mercoledì 11 maggio sarà al campo scuola dalle 9.30 per “The Gurri’s run”, per sempre nei nostri cuori.
È la campestre che il maxi liceo di via Galilei dedica a un suo pezzo di cuore, tragicamente scomparso lo scorso ottobre. «In questo evento i veri protagonisti sono i ragazzi, i compagnia di classe di Gabriele, e tutti gli altri: dopo un percorso molto difficile che ha coinvolto tutta la scuola, dagli studenti ai docenti e preside compresa, siamo riusciti con grande coraggio, a reagire, organizzando questa campestre per ricordare il nostro studente», a parlare, per prima, è la dirigente Cristina Grieco. «La campestre dell’11 maggio non è certo una festa per il liceo, ma un momento di resilienza: i ragazzi in primis, i prof Marzini, Crispi e Almirante e in generale tutti gli insegnanti, abbiamo superato un momento molto difficile con coraggio e gli studenti hanno saputo reagire in ricordo di Gabriele».
“The Gurri’s run”: si, perché il soprannome del giovane 17enne era “Il Gurri”. E la campestre che coinvolgerà 300 liceali del Cecioni è per lui. Con lui e il suo logo sulle magliette create per l’occasione. Con il logo della corsa creato da Francesca Vivaldi, studentessa di V°A dell’indirizzo Artistico.
Ognuno ha contribuito. «Il logo che è stato scelto è stato frutto di un concorso a cui hanno partecipato gli studenti di tutta la scuola: abbiamo scelto quello perché, di più, rappresenta il nostro studente». Il suo animale preferito era il camaleonte. Il suo sport e il suo amore era la corsa e l’atletica. Nel logo si concentra tutto questo, insieme ad un abbraccio ideale in cui “Il Gurri” racchiude tutta la sua scuola. I suoi compagni. Parlano Elena Bernini, Guido Vaccaro, Alberto Menicagli, Leonardo Giunta, Davide Amato. Ognuno racconta perché “The Gurri’s run” è metafora di vita. È un inno alla vita. Un modo per dire che, davanti alle difficoltà, bisogna andare avanti insieme. Chiedere aiuto se necessario E farsi aiutare.
«Anche se alla fine della campestre ci saranno dei vincitori – prosegue la dirigente – questo non è importante: la vera vittoria è il messaggio che questa corsa vuol dare, andare sempre avanti, reagire con coraggio anche alle difficoltà più traumatiche, reagire con resilienza». Chiedere aiuto. Reagire insieme alle difficoltà. Stringersi forte e ascoltare. Tutto questo è la campestre in ricordo del “Gurri”. Correndo, come amava fare il 17enne. Perché come ha detto un suo compagno di classe, la corsa è metafora della vita. Correre è faticoso. Qualcuno a volte abbandona. Ma insieme si può e si deve andare avanti. Uniti e più forti.
La campestre di mercoledì 11 maggio è patrocinata dal Comune, sponsor la Libertas Runner Unicusano. «Ci saremo tutti - chiude Grieco – Ci sarà anche la famiglia di Gabriele. Per la scuola è un momento molto significativo che arriva dopo mesi duri, in cui tutti abbiamo fatto un percorso per superare il trauma».
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