Il Tirreno

Livorno

Tenta di uccidere un uomo in piazza XX: arrestato un giovane

Stefano Taglione
Agenti della polizia in centro (foto d'archivio)
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Agenti della polizia in centro (foto d'archivio)

Livorno: lo ha accoltellato a una gamba colpendolo in testa forse con un martello. La polizia lo ha portato nel carcere delle Sughere

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LIVORNO. È stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio. In carcere, dopo che avrebbe accoltellato un connazionale in piazza XX Settembre, il giovane tunisino Karroud Otmane. L’uomo, difeso di fiducia dall’avvocata Barbara Luceri, attorno alle 22 di giovedì 28 aprile avrebbe aggredito una persona nella zona a ridosso del centro della città pugnalandola con un coltello alla gamba e colpendola in testa anche con un martello o comunque con un attrezzo simile (inizialmente si era parlato di un’ascia).
 
La vittima è stata poi soccorsa in gravi condizioni da un’ambulanza della Svs di via San Giovanni e portata direttamente nella shock room dell’ospedale, dove è poi stata dichiarata fuori pericolo. Otmane dopo l’accoltellamento alla gamba è scappato, ma è stato comunque identificato dagli inquirenti, che su disposizione della sostituto procuratore di turno Alessandra Fera, attorno all’ora di pranzo del Primo maggio, lo hanno arrestato. Si tratta di un fermo, visto che Otmane sul momento non è stato rintracciato e quindi non è stato arrestato in flagranza di reato. Si trova comunque nel carcere delle Sughere e nei prossimi giorni sosterrà l’interrogatorio di garanzia dove, se parlerà, potrà spiegare la sua versione dei fatti in merito all’accollamento che gli contesta la procura.
 
A sostegno dell’accusa vi sarebbero le numerose immagini delle telecamere di videosorveglianza della piazza installate dal Comune di Livorno, che avrebbero ripreso l’aggressione, e anche la testimonianza del ferito che è stato ascoltato in ospedale dagli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, subito intervenuti sul posto dopo l’allarme al 112. Del rintraccio, scattato immediatamente su disposizione della pubblico ministero, si sono occupati invece i poliziotti della Squadra mobile, che durante un controllo lo hanno trovato in città e, dopo averlo identificato, lo hanno portato nell’ala riservata ai fermati in regime di custodia cautelare della carcere livornese delle Sughere.

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