Il Tirreno

Livorno

Il consigliere regionale Francesco Gazzetti patteggia un anno e due mesi per omicidio stradale

Stefano Taglione
I soccorsi dopo l'incidente in viale Boccaccio
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I soccorsi dopo l'incidente in viale Boccaccio

Livorno: il giornalista televisivo, il 21 ottobre del 2020, è rimasto coinvolto nell'incidente che provocò la morte di un volontario della Misericordia di Montenero

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LIVORNO. Ha patteggiato un anno e due mesi di reclusione per omicidio stradale aggravato, con la pena sospesa. È stata la sentenza pronunciata dal giudice dell’udienza preliminare Antonio Del Forno nei confronti del consigliere regionale del Partito democratico, Francesco Gazzetti, coinvolto nell’incidente in cui il 21 ottobre del 2020 ha perso la vita a 73 anni l’autista della Misericordia di Montenero Roberto Zagni, travolto sul suo Piaggio Beverly dalla Kia Sportage guidata dal giornalista televisivo all’incrocio fra viale Boccaccio e via Lopez. Gazzetti, svoltando a sinistra con il semaforo rosso, ha attraversato la corsia sulla quale stava viaggiando il volontario. E Zagni è morto nell’impatto.

LA SENTENZA

Gazzetti, difeso dagli avvocati Marco Talini e Andrea Rocchi, ha scelto la pena concordata fra le parti. La pm titolare dell’inchiesta era Antonella Tenerani, mentre i familiari della vittima – che non si sono costituiti parte civile essendo soddisfatti del risarcimento – erano rappresentanti dal legale Federico Cantini. Un reato che con riforme degli anni passati partirebbe da un minimo di cinque anni, ma essendoci un concorso di colpa – Zagni viaggiava oltre il limite di velocità consentito – le attenuanti generiche, il risarcimento e il rito premiale scelto dalla difesa, che prevede lo sconto di un terzo, il computo è stato sensibilmente ridotto. Fino al minimo possibile e alla sospensione della pena.

PARLA LA VEDOVA

Il comportamento tenuto dopo l’incidente da Gazzetti, a giudizio dei legali della difesa, è stato esemplare, visto che ha subito chiesto un incontro con la vedova di Zagni, Tatiana Pymentel De Fonseca, che a causa del dolore immenso che continua a provare per la scomparsa di Zagni non si è tenuto. «Ringrazio la Misericordia di Montenero che mi è stata vicino nel momento di difficoltà legato al lutto per la perdita di mio marito», racconta la donna al Tirreno attraverso il suo legale. Un vuoto, quello dei familiari e dei volontari dell’associazione della zona sud di Livorno, purtroppo incolmabile. Visto che Roberto non aveva mai fatto mancare il suo apporto ai colleghi di piazza delle Carrozze anche e soprattutto durante i periodi più duri della pandemia.

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di Redazione web