Il Tirreno

Livorno

il polo logistico di guasticce 

Il bilancio dell'interporto è da record: «Nel 2020 venduti terreni e magazzini, il futuro è il farmaceutico»

Stefano Taglione
Il presidente dell'interporto, Rocco Guido Nastasi
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Il presidente dell'interporto, Rocco Guido Nastasi

Collesalvetti, parla il presidente dell’Amerigo Vespucci Rocco Guido Nastasi: «Pensiamo a un'espansione, gli spazi sono saturi»

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COLLESALVETTI. Un utile che, nell’anno del Covid, ha registrato un aumento del 7.610% rispetto al 2019. Toccando quota 4.310.000 euro, con un fatturato di 28.041.430. Fra le aziende record di Livorno, Collesalvetti e Capraia c’è l’interporto toscano “Amerigo Vespucci”, il polo logistico di Guasticce controllato dalla società per azioni del ministero dell’Economia e delle finanze Amco (31,48%), dall’Autorità portuale (18,17%) e con quote sotto il 5%, fra gli altri, da Camera di Commercio, Comuni e Province di Livorno, Pisa, Lucca e dall’amministrazione colligiana. Il profitto, nel periodo più duro della pandemia, grazie alla vendita di magazzini e terreni non ha avuto eguali col passato. «E il futuro si chiama Pharma Valley», spiega il presidente Rocco Guido Nastasi, che resterà al vertice dell’azienda almeno fino al 2023.

Presidente, il 2020 per l’interporto nonostante il coronavirus è stato un anno da record.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati economici, dal momento che è stato il quarto anno di utile consecutivo».

Come si può spiegare questo exploit?

«Abbiamo venduto terreni e immobili, riducendo il debito con le banche e abbattendo quindi costi e interessi. E ha influito molto l’ottimo risultato della “pesa” al servizio del porto, che sta proseguendo tuttora. Una cavalcata molto sostenuta e performante».

E il 2021 come si è concluso?

«Purtroppo in rosso a causa di diversi fattori, in primis l’aumento del costo dell’energia, per il quale abbiamo intrapreso una vertenza con Enel perché a nostro avviso si è verificato un errore di fatturazione. In secondo luogo c’è stata una ritardata vendita dei terreni, che doveva concludersi alla fine del 2021 e che invece si è concretizzata nel primo trimestre di quest’anno. Il motivo è l’aumento del costo di acciaio e legno, materiali con i quali originariamente gli acquirenti dei nostri terreni dovevano costruire le strutture. Per abbattere il rincaro hanno invece scelto il cemento armato, ma prima della transazione c’è stata la necessità di una variante urbanistica del Comune di Collesalvetti. Per questo, il 2021, si è chiuso in deficit. Ma nel 2022 recupereremo».

Come vede il futuro?

«Bene, perché abbiamo venduto un terreno di 50.000 metri quadrati alla base della “Pharma Valley”, il terzo insediamento farmaceutico d’Italia che sorgerà proprio qui a Guasticce, con nove aziende. Parliamo di un grosso operatore della logistica che occuperà una superficie di 120.000 metri quadrati di immobili e questo, chiaramente, saturerà gli spazi. Un progetto di cui parliamo da anni e che è stato rallentato dal Covid: ma entro fine anno, massimo nel 2023, si dovrebbe concretizzare. Con i soggetti pubblici, fra cui il Comune di Collesalvetti, in futuro dovremo quindi parlare di ampliamento dell’interporto».

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