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Bagni pubblici fuori uso: «Vandalismi continui per rubare i soldi». E il Comune pensa di renderli gratuiti

Francesca Suggi
Il wc pubblico fuori servizio all'Ardenza
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Il wc pubblico fuori servizio all'Ardenza

Il lungomare di Livorno si affaccia alla bella stagione senza più un bagno pubblico

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LIVORNO. Un cartello “fuori servizio” (in italiano e inglese), da tempo ormai, caratterizza il servizio igienico pubblico di Ardenza, all’altezza della spiaggia dei cani. Non va meglio per quello in zona Terrazza Mascagni dove, sempre da settimane, compare la scritta “manutenzione”. In soldoni il lungomare di Livorno, lungo quel viale Italia così strategico e frequentato, si affaccia alla bella stagione senza più un bagno pubblico. Un doppio servizio di civiltà che viene meno (in totale i bagni pubblici sono tre, a questi si aggiunge quello in centro in via del Porticciolo che per fortuna funziona). Un disservizio non da poco, considerato quanto la città li ha attesi quei wc automatici che costano 50 centesimi per l’accesso e l’uso. Un disservizio che oggi obbliga le persone, spesso, ad entrare in un bar, ordinare un caffè, ma solo per chiedere subito dopo di poter andare in bagno.

TROPPI VANDALISMI

Il Comune conosce bene la situazione. E soprattutto come si è generata. Come si è arrivati ad avere entrambi i bagni pubblici ko. «Troppi e ripetuti vandalismi», comincia così la riflessione da parte dell’ assessore al Turismo Rocco Garufo. «Ogni volta che vengono riparati, dopo pochissimi giorni vengono nuovamente presi di mira dai vandali o ladruncoli in cerca di monete», spiega. Pare che questa storia di riparazioni e danni a ripetizione vada avanti da tempo. «Non ci dimentichiamo che ogni volta che dobbiamo ripararli dobbiamo fare una gara e passa del tempo: poi una volta che tornano in funzione la storia torna a ripetersi», vanno nei dettagli dglu uffici.

E quindi soldi pubblici che si sprecano e servizi che non servono più a una città che, invece, li aveva accolti con grande piacere. È una piaga, quella dei vandalismi ai beni comuni, che Livorno purtroppo ben conosce: è di qualche giorno fa la devastazione dei Bagnetti allo Scoglio della Regina, con porte sfondate e sradicate, incursioni interne fatte di scritte, bestemmie, una svastica. Per non parlare della statua di bronzo di Sandro Chia, quella creazione artistica a cui è stato disegnato un perizoma sul lato “B” e varie scritte sul polpaccio. Scritte che caratterizzano un po’ tutta quella piazzetta vista mare che doveva essere un salotto buono al salmastro. E sempre scritte, scarabocchi e murales non mancano di caratterizzare le strutture stesse dei bagni pubblici ko sul lungomare.

DIVENTERANNO GRATUITI

L’ufficio Turismo e l’amministrazione stanno facendo una valutazione più generale, alla luce delle continue devastazioni dei wc pubblici. Stanno, infatti, valutando di renderli gratuiti, per tenere alla larga di ladruncoli di monete da cinquanta centesimi. «Riparare continuamente i servizi pubblici costa di più rispetto al guadagno che quei servizi portano, da qui la riflessione di renderli gratuiti», va avanti Garufo che martedì porterà in giunta questa proposta.

L’ ESORDIO NEL 2019

Nel settembre del 2019 vengono inaugurati i tre bagni pubblici automatici, deliberati dalla precedente giunta Nogarin . Si tratta di toilette autopulenti: ad ogni uso il bagno viene lavato e igienizzato. Le “istruzioni” sono, giustamente, scritte in italiano e in inglese. Sono accessibili anche ai disabili. Si specifica che i wc accettano tutte le monete ma non danno resto.

“Tempo massimo di utilizzo 15 minuti”, si legge. Perché le porte si aprono e si chiudono automaticamente. In caso di emergenza è possibile premere il pulsante di Sos e la porta si aprirà automaticamente. In città, prima di quella data, l’ultimo bagno pubblico (e dove ci si poteva anche fare una doccia), di cui rimase testimonianza per alcuni anni pur con i cancelli chiusi, fu quello di piazza Guerrazzi, dopo il Bar Torricelli, verso Piazza della Repubblica. In totale quel progetto è costato circa 200mila euro. Le due strutture in muratura poste sul viale Italia in passato avevano altre funzioni: quella al numero 46 tra la Terrazza Mascagni e l’acquario ospitavaquadri elettrici dell’illuminazione pubblica e pompe per l’irrigazione del prato, mentre l’edificio di Ardenza, davanti alla spiaggia dei cani, ospitava i locali dell’associazione Lega Navale. Il progetto prevedeva innanzitutto l’esecuzione di lavori edili per sistemare e dare decoro ai locali, nonché per predisporre gli allacci per i servizi igienici, in modo da poter ricavare spazi adeguati all’installazione di un “blocco bagno a gettone”, automatizzato e autopulente. Sono dotati di vaso in ceramica sospeso, lavello in acciaio inox anti-vandalo, erogatori automatici di sapone, aria calda per l’asciugatura delle mani, illuminazione interna automatica con plafoniera a parete, specchio infrangibile in acciaio inox, appendiabiti. La speranza è quella di tornare ad usarli.

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