Il Tirreno

Livorno

L’INIZIATIVA DEL TIRRENO CON L’ACCADEMIA NAVALE 

“Il Mare, le Vele”: martedì 26 aprile via alla mostra. Per i ragazzi un’avventura sulla nave Italia

Gianfranco Grossi
“Il Mare, le Vele”: martedì 26 aprile via alla mostra. Per i ragazzi un’avventura sulla nave Italia

La giuria al lavoro per scegliere i migliori lavori degli studenti: una tradizione della settimana livornese dedicata al mare

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LIVORNO. L’edizione 2022 del concorso “Il Mare, le Vele” organizzato da Il Tirreno in collaborazione con l’Accademia Navale in occasione della Settimana Velica Internazionale “Accademia Navale e Città di Livorno” è giunta al suo epilogo: l’uscita in mare su una barca a vela della Marina Militare da parte degli studenti vincitori con l’insegnante ed il dirigente scolastico.

L’appuntamento della grande vela con il mare di Livorno è fissato dal 23 aprile al 1° maggio. Martedì 26 aprile alle ore 9 è prevista l’inaugurazione della mostra e la consegna dei diplomi. Alle ore 10,30 in Palestra la premiazione con la consegna dei diplomi ed alle 11,30 trasferimento al porto e imbarco a bordo di Nave “Italia” con il “Benvenuti a bordo” del comandante C.F. Antonio Loggia. Per molti ragazzi è quasi un’avventura: ritrovarsi a bordo di una barca d’altri tempi con le sue grandi vele (se c’è una minima possibilità il comandante darà l’ordine di aprirle) e vivranno un’esperienza che difficilmente potrà capitare loro di ripetere. Per la buona riuscita della nostra manifestazione è stata indispensabile la collaborazione stretta con l’Accademia Navale a cominciare dal suo comandante, ammiraglio di divisione Flavio Biaggi, dal presidente del comitato organizzatore delle regate veliche C.F. Alessandro Bausone ed il C.C. Francesco Principale che ha seguito con noi tutte le fasi del concorso e in giuria per la scelta dei migliori lavori. Con tutti loro, ormai, si è stretta una cordialissima amicizia. La Marina Militare ha sempre creduto dell’utilità delle navi scuola. Infatti sono molte le unità destinate all’addestramento dei futuri ufficiali. Ad “Amerigo Vespucci” e “Palinuro”, le due più famose, si aggiungono: “Stella Polare”, “Corsaro II”, “Caroly”, “Capricia” e “Orsa Maggiore”. Una squadra molto articolata e completa che abbraccia praticamente tutti gli aspetti dell’addestramento velico.

“Nave Italia” (equipaggio della Marina Militare Italiana) è il brigantino a vela destinato a progetti per il sociale. Appartiene alla “Fondazione Tender To Nave Italia Onlus” i cui fondatori sono lo Yacht Club Italiano e la Marina Militare. Il brigantino è annualmente impegnato nell’importante campagna sociale per i giovani che ha come palcoscenico di riferimento il mare, eccezionale strumento educativo e terapeutico. Vuole così dare un contributo concreto e significativo al benessere delle persone più deboli della società: bambini, adolescenti, portatori di handicap fisico, psichico, sensoriale, malati e anziani. Molto interesse suscita nei giovani il "laboratorio di nodi", utile per imparare come creare sia i nodi utili alle manovre, sia quelli "coreografici", alla base degli ornamenti propri della tradizione marinara. A bordo di “Nave Italia” (brigantino armato a goletta di 61 metri) la Fondazione promuove il mare e la navigazione come strumenti di educazione, formazione e terapia. In mare, infatti, si diventa consapevoli dei propri limiti e delle proprie qualità e la vita di bordo rappresenta l’ambiente ideale per stimolare un equilibrato sviluppo degli individui. Il brigantino è stato costruito nel 1993 nei cantieri “Wiswa di Danzica, per una compagnia olandese; la Fondazione lo ha comprato nel 2006 ed è diventato operativo nel 2007. L'equipaggio è composto da comandante, nostromo e marinai con diverse specializzazioni, che fanno tutti parte della Marina Militare. E' una bellissima barca con due alberi, il più alto di 45 metri. Una superficie velica di 1300 metri quadrati con tantissime vele di diversa tipologia ed ampiezza. E’ il brigantino più grande del mondo. I “padri” dell'iniziativa sono stati Carlo Croce, presidente dello Yachting Club e l’Ammiraglio di Squadra Paolo La Rosa, all'epoca Capo di Stato Maggiore della Marina.

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di Redazione web