La protesta
Chiavi, cellulari, monopattini e anche una pecora. Ecco cosa c'è all'ufficio oggetti smarriti del Comune di Livorno
Ogni anno arrivano 1.200 ritrovamenti. Come richiedere le proprie cose
LIVORNO. Esiste un posto a Livorno dove vi sono più cellulari che in un negozio della Tim, più portafogli che in una fabbrica di pelletterie, più chiavi che alla fiera del ferramenta: è l’Ufficio Oggetti Smarriti del Comune che offre un vero e proprio spaccato della distrazione dei livornesi, spaccato che indubbiamente riporterà alla memoria quel giorno nel quale ripartimmo in fretta e furia in auto lasciando il telefonino sul tettuccio oppure quel buco nelle tasche dei pantaloni dal quale scivolarono le chiavi di casa.
A guidarci in questo luogo della dimenticanza sono Giovanni Briguglio e Paola Balestri, il primo responsabile dell’Ufficio (che dipende dalla Polizia Municipale), la seconda operatrice del servizio. «Qui arrivano 1200 oggetti all’anno e sono sostanzialmente sempre gli stessi da anni: cellulari, chiavi, portafogli, orologi che conserviamo da noi in attesa che il proprietario si faccia vivo e li reclami. I portafogli in realtà – raccontano - hanno un percorso particolare: colui che lo ritrova difficilmente lo consegna con i soldi dentro. Lo svuotano per poi imbucarlo in una cassetta delle lettere. E così si fa un viaggetto sino a Firenze (stesso percorso delle lettere che, pur spedite da Livorno per Livorno, passano comunque dal capoluogo regionale, ndr) per poi essere recapitato a noi che, a quel punto, in presenza di documenti, avvisiamo gli interessati e procediamo alla restituzione».
E i cellulari o altri oggetti preziosi? «Dopo un anno dalla consegna, se nessuno li reclama, vengono consegnati alla persona che ce li ha portati». Diverso destino invece per le chiavi, che dopo un certo periodo di tempo vengono distrutte.
Come si fa ad accedere al servizio per verificare se qualche anima buona avesse consegnato al Comune il cellulare o le chiavi perse? «Col Covid – spiega Briguglio – lavoriamo su appuntamento. È sufficiente che la persona ci contatti ai numeri telefonici 0586 820553/4 e fissiamo un incontro». Comunque ciclicamente l’ufficio pubblica un report con un generico elenco delle cose rinvenute.
Per i furbetti invece non c’è spazio: «Chiediamo dettagliatissime informazioni sulla tipologia dell’oggetto smarrito, del luogo dove si immagina abbia perso la cosa, etc…».
Tra i rinvenimenti più curiosi c’è di recente un monopattino: «Diciamo che era un oggetto al “confine” con le nostre funzioni perché di scooter rinvenuti si occupa la Polizia Municipale che conserva tutto in un apposito magazzino». Ma la storia più bella risale a qualche anno fa: «Ci telefonò un signore dicendo che aveva rinvenuto nel proprio orto, intenta a pascolare, una capra di provenienza sconosciuta presumibilmente fuggita da un agriturismo o da qualche contadino. E ce la voleva portare a noi. Gli spiegammo che non eravamo attrezzati per la custodia degli animali ma comunque provvedemmo a registrare l’accaduto lasciando in consegna al signore l’animale. E dopo un anno, visto che alcuno si era fatto vivo la capra se l’è presa lui».
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