Il Tirreno

Livorno

Avanza un “tesoretto” da 10 milioni. Più di 3 se ne vanno nel caro bollette

Juna Goti
Da sinistra Bendinelli, Ferroni, Salvetti e Falleni ieri mattina in Comune
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Da sinistra Bendinelli, Ferroni, Salvetti e Falleni ieri mattina in Comune

Presentato il rendiconto 2021. Salvetti e Ferroni: «214 milioni di pagamenti, il municipio è il motore dell’economia» 

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Sindaco e assessori giocano d’anticipo sulle forze politiche e, a dieci giorni dalla convocazione del consiglio comunale che il 29 aprile sarà chiamato a discuterli e approvarli, snocciolano i numeri del bilancio consuntivo 2021. In altre parole il rendiconto che permette di tirare le somme dell’anno appena chiuso ed eventualmente dare un po’ di ossigeno alle casse pubbliche spalmando sulle voci di bilancio i soldi avanzati. La prima notizia sta qui: in municipio si registra un avanzo libero di poco meno di 10 milioni di euro, ai quali si aggiungono 1,8 milioni destinati agli investimenti. Cosa ha intenzione di farci l’amministrazione?

L’assessora Viola Ferroni non ci gira intorno quando risponde che anche il Comune, così come molte famiglie e imprese, è preoccupato per i costi lievitati dell’energia. Così conferma che almeno 3 di questi milioni saranno usati per coprire le spese extra delle bollette: dall’illuminazione delle strade al riscaldamento e alla luce di scuole o impianti sportivi, si conta di passare da 9 a 12 milioni di euro di spese totali.

E il resto di quei quasi 10 milioni di avanzo libero? In gran parte, in realtà, sono già “prenotati”: serviranno ad esempio a confermare la prima lettera auto gratis per i residenti delle Ztl e delle Zsc o a garantire le agevolazioni Tari (800mila euro) previste per le 7mila famiglie che hanno un Isee basso. Assessora e sindaco anticipano poi che un milione e mezzo sarà usato per coprire parte degli eventi e delle manifestazioni in programma in città. E che sempre dall’avanzo si attingerà per allungare un po’ la coperta dei vari assessorati.

Ma come si è arrivati a questo avanzo di amministrazione? E cosa racconta dal punto di vista politico e amministrativo? Una domanda d’obbligo se è vero che in passato la stessa assessora ha detto più volte che accumulare “tesoretti” può essere per gli enti pubblici la spia d’allarme dell’incapacità di spendere bene i soldi. Così ecco che controbatte subito: «Qualcuno potrebbe anche dire che il Comune non sa spendere, in realtà questo dato deriva soprattutto dall’attività di riscossione e accertamento dei residui, un’attività puntuale e capillare che siamo riusciti a portare avanti riducendo il fondo crediti di dubbia esigibilità. Più si incassa, più diminuisce quel fondo, più risorse abbiamo a disposizione. L’avanzo deriva da questo, non da una cattiva capacità di spesa. Che anzi è aumentata per servizi e investimenti». Tradotto: c’entrano il recupero di entrate tributarie o multe non pagate negli anni passati, più fondi vincolati che si sono liberati, come ad esempio i 3 milioni che il Comune aveva congelato a protezione della causa (poi vinta) con Alfea sull’ippodromo. Tirando le somme, quindi, giunta e tecnici parlano di una decina di milioni di recupero fiscale a fronte di un milione di euro davvero non speso: «Poco, quasi fisiologico, su un bilancio di parte corrente di 200 milioni di euro».

Per Luca Salvetti le somme avanzate potranno «dare vivacità al 2022» e vanno ad aggiungersi ai numeri che nel rendiconto 2021 raccontano «la capacità di intercettare finanziamenti esterni che si accompagnano al bilancio comunale e che consentono la crescita degli investimenti in generale ma per due voci in particolare, ovvero istruzione e sociale, che hanno visto un incremento della spesa del 66 e del 194 per cento sulla media del quadriennio precedente». Alla fine rivendica così un «bilancio florido», prendendo in prestito le parole del presidente del collegio dei revisori. E definisce il Comune «motore dell’economia» evidenziando che «nel 2021 ha fatto pagamenti per quasi 214 milioni alle aziende, alle società, ai dipendenti, tutti soldi immessi nel tessuto della città».

Accanto a lui e a Ferroni il direttore generale Nicola Falleni e il dirigente Massimiliano Bendinelli, che parlano di «solidità strutturale del bilancio che garantisce un equilibrio duraturo nel tempo», «riduzione del debito» e «ripresa degli investimenti nonostante i problemi legati al covid e alla difficoltà a trovare le ditte» per i cantieri aperti o da aprire. Ora, lo dice lo stesso Salvetti al giro di boa del mandato amministrativo, «iniziamo la gara con noi stessi, per migliorare quanto fatto l’anno precedente...».


 

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