Gioco
La zia livornese del Texas riabbraccia i cari e li “richiama all’ordine” usando il vernacolo
Ebe Bucalossi si è trasferita negli Stati Uniti anni fa, dopo aver sposato un soldato di Camp Darby. Ora ritrova i parenti
Si è trasferita in Texas anni e anni fa, per amore del suo Vince Passiatore, soldato di Camp Darby tornato negli Stati Uniti. E da quel giorno Ebe Bucalossi non ha più lasciato l’America. Ma dall’altra parte dell’oceano la nipote Michela Bucalossi ha fatto di tutto per tenerla unita al resto della famiglia. E per far incontrare di nuovo, almeno una volta, zia Ebe con il fratello, cioè con suo babbo Romano Bucalossi. Per riuscirci ha perfino chiamato i pompieri. Questa è la storia di una famiglia livornese. E di un viaggio – reale e virtuale – lungo chilometri. Intrapreso per riunire vecchi e giovani, riprendendo così il filo delle generazioni. «Zia Ebe è venuta in Italia l’ultima volta nel 1993, quando è morta mia nonna. Ed è stata qui solo un giorno. Mio padre si era convinto di averle risposto male, in quell’occasione. E credeva che lei non volesse più parlare con lui. Ma non era così. E ho fatto di tutto affinché potessero parlarsi di nuovo».
Ma non è stato semplice, perché «in questi anni spesso telefonavo a zia Ebe (che ha novant’anni, ndr), ma, probabilmente complice anche il fuso orario, non rispondeva mai. Quando sono riuscita a parlarle le ho fatto creare un indirizzo di posta elettronica. E per un po’ ci siamo tenute in contatto in questo modo. Poi ha smesso di rispondere».
Allora Michela ha mobilitato i vigili del fuoco. «Mio marito Roberto Pajetta è un pompiere e si è messo in contatto con i colleghi di San Antonio, la città di zia. Ha chiesto loro la cortesia di andare a controllare che zia stesse bene. Eravamo preoccupati, non rispondeva da tanto a chiamate e messaggi». E così hanno fatto i vigili del fuoco a stelle e strisce. Ebe stava bene.
È passato del tempo da quel giorno e Michela è andata a trovare la zia livornese del Texas. Ma nel suo cuore ha sempre voluto farla ricongiungere con il fratello. «Spero di poter portare babbo in America il prossimo anno», ma nel frattempo c’è stata la videochiamata. In questi giorni Andrea Bucalossi, fratello di Michela, è andato a trovarla in Texas insieme ai figli e ha attivato la telefonata con casa. Ebe è americana ora, ma non ha perso le sue radici labroniche. E in collegamento transoceanico ha detto a suo fratello, con tono scherzoso: «Shut up (zitto, ndr) sennò ti tiro un gollettone». Sollevando l’ilarità generale tra i presenti. «Mi ha fatto tanto piacere vedere la felicità negli occhi di babbo e di zia – spiega Michela –. Mi ha dato tanta gioia vedere la famiglia riunita». E parlare di nuovo con quella zia americana del lontano Texas, che negli anni non ha mai perso il suo spirito labronico. Perché sul cuore, al di là dell’oceano, c’è ancora scritto “Livorno”.
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