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Manager livornese dona 200 fra uova e colombe ai profughi ucraini: «L'ho fatto guardando i miei figli»
Livorno: il direttore di “Zona”, Antonio Ania, ha consegnato i regali pasquali anche alle associazioni cittadine
LIVORNO. Durante i mesi più duri della pandemia aveva contribuito ad alleggerire i turni di lavoro dei sanitari dell’area Covid dell’ospedale, creando una rete di solidarietà con le pizzerie e i ristoranti della città per consegnare loro, gratuitamente, il cibo per cena. Oggi, quella stessa generosità, la mette in campo per i profughi ucraini scappati dalla guerra. Le famiglie, molte delle quali con i figli piccoli, sono ospitate a Livorno dalle associazioni e dai parenti e per loro, il grande cuore dei livornesi, si sta muovendo da tempo. Facendoli sentire meno soli e in un luogo più sicuro del loro Paese purtroppo martoriato dalle bombe russe.
Il responsabile del centro della grande distribuzione “Zona” di Porta a Terra, Antonio Ania, ha consegnato ai responsabili del centro di raccolta degli scali Finocchietti cento confezioni di colombe e altrettante di uova pasquali. L’appuntamento fuori dal supermercato, in via Masi. «Una sera, mentre con la famiglia stavamo cenando guardando il telegiornale – racconta il manager del punto vendita livornese – ho detto ai miei figli, guardandogli negli occhi, “noi siamo veramente fortunati, loro no”. Quindi ho deciso di donare, perché qualcosa per queste persone che stanno girando il mondo in fuga dalla guerra bisognava fare».
Ania si era documentato su come fare. Scrivendo una mail al sindaco Luca Salvetti. Dopodiché, grazie a una corrispondenza con il capo di gabinetto del primo cittadino, la possibilità si è rapidamente concretizzata. «Era una cosa che avevo in testa da un po’ di tempo – conclude il direttore di “Zona” – perché davvero, vedendo le immagini che arrivano da Kiev, non si può non aiutare. Spero che i profughi ucraini ospiti a Livorno, ai quali i responsabili del centro di raccolta nei prossimi giorni consegneranno il cibo pasquale, possano essere felici di questo gesto. Credo che fosse doveroso, perché non hanno più niente».
Ania, nell’ultimo periodo, non ha donato uova e colombe solamente al popolo ucraino. Il suo impegno verso i più bisognosi, infatti, viene da lontano. Non più tardi di un anno fa, sempre prima della settimana santa, aveva recapitato le uova di cioccolata alle associazioni del terzo settore – fra cui la Misericordia di Antignano, non più tardi di qualche giorno fa – per farle avere alle persone più povere che non potevano neanche permettersele. Mentre dodici mesi prima, proprio nel bel mezzo della quarantena più dura, aveva consegnato otto enormi uova di Pasqua al personale sanitario dei reparti di pediatria, di rianimazione, dell’area Covid dell’ospedale di viale Vittorio Alfieri e a tutte le Misericordie (via Verdi, Montenero e Antignano) e alla Svs. Pensando sempre ai volontari e alle persone più bisognose della città. Come ha fatto anche stavolta, cercando di allietare la Pasqua più brutta possibile per il popolo ucraino, scappata dalla patria e costretto a rifugiarsi in un’altra nazione lontano dai propri cari e dalla propria terra.
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