LIVORNO. Dodici fra lodi ed encomi per gli agenti livornesi durante la 170esima festa della fondazione della polizia di Stato che si è celebrata, come in tutta Italia, anche a Livorno. L'appuntamento alle 11 di martedì 12 aprile alla Fortezza Vecchia.
I PREMIATI
I primi premiati della giornata sono stati il vicario della questura, Alfredo Matteucci (lode) e il questore Roberto Massucci (encomio) per "l'attività di ordine pubblico in occasione degli eventi legati alla celebrazione delle cerimonie per il 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma”. Poi, per aver operato con coraggio durante l'alluvione del 2017 a Livorno, lodi per il vicequestore Daniele Ridente (capo di gabinetto di via Fiume), per il sovrintendente capo coordinatore Franco Pellegrini e per l'assistere capo coordinatore Filippo Bianchi. Encomi, invece, per il sostituto commissario capo Alessandro Puccia dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, per il compianto sovrintendente capo Andrea Seghetti (per lui lo ha ritirato il figlio Alessio), per l'assistente coordinatore capo Federico Galli, per l'assistente capo coordinatore Giancarlo Nolfi e per gli agenti scelti Giuseppe Chiricosta e Filippo Parri. Infine, attestato di merito per l'operatore tecnico-amministrativo Gennaro Pisano, per "l’impegno e la dedizione dimostrati nella ricerca e analisi dei documenti che hanno consentito di ricostruire la storia del brigadiere delle guardie di pubblica sicurezza Edmondo Bontempelli assassinato il 9 novembre 1943 a Livorno per mano di uno squadrista della milizia volontaria per la sicurezza nazionale, cui si era contrapposto per difendere alcuni cittadini vessati dalla sua tracotanza, al quale è stata intitolata la sala riunioni della questura".
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L'INTERVENTO DEL CAPO DELLA POLIZIA
"Celebriamo oggi i 170 anni della nostra amata amministrazione - sono le parole del prefetto Lamberto Giannini, il capo della polizia - Lo facciamo, ricordando il lungo cammino intrapreso nel 1852 con la nascita del corpo delle guardie di pubblica sicurezza e sempre segnato dall’impegno, dalla passione e dallo spirito di servizio delle tante generazioni di poliziotti che nel tempo si sono passate il testimone. Sono tempi difficili. Perché la pandemia non ci ha ancora lasciato e ci troviamo alle prese con una guerra vicina che sta facendo sentire le conseguenze anche all’interno delle nostre comunità con il doveroso impegno nell’accoglienza di chi fugge da drammi e violenza. Nel corso di questi due anni segnati dal Covid, il nostro sforzo per il Paese è sempre rimasto fermo e inalterato. Abbiamo sempre garantito la continuità delle nostre attività a tutela dei cittadini, garantendo la normalità in una situazione di assoluta eccezionalità. In questi drammatici momenti, la nostra forza è stata la “forza della normalità”! Tutto ciò non è stato facile. Ben 34.000 poliziotti hanno contratto il virus e 20 di noi hanno perso la vita. Colleghi che non dimenticheremo mai. Poliziotti straordinari che, sono certo, hanno lasciato in eredità quella passione con cui hanno saputo interpretare il proprio ruolo e che diventerà nuova linfa per servire sempre meglio la nostra gente. È per questo straordinario impegno che, oggi, il Presidente della Repubblica conferisce alla nostra bandiera la medaglia d’oro al valore civile per “l’eccezionale valore e senso del dovere” con cui le donne e gli uomini della Polizia di Stato “hanno profuso ogni energia nel garantire, anche in occasione dell’emergenza pandemica da Covid-19, la tutela della salute di tutti i cittadini”.
Un segno tangibile della riconoscenza del Paese che consegnerà alla storia la straordinaria opera e la dedizione profusi dalla polizia di Stato per garantire la salute e la serenità di tutti i cittadini. Viviamo, e vivremo anche nell’immediato futuro, tempi complicati che ci richiederanno di essere duttili e resilienti. Dovremo maturare nuove sensibilità per rimodulare le nostre attività e i nostri servizi. Tutto questo per affrontare le nuove dimensioni del crimine e difendere, contro ogni tentativo di aggressione, quell’occasione storica di crescita e trasformazione del nostro Paese che è rappresentata dal piano nazionale di ripresa e resilienza. Sono sfide complesse che impongono uno sforzo corale tra tutte le anime della nostra amministrazione. Sfide che affronteremo tutti insieme, anche attraverso quel confronto leale e costruttivo con le organizzazioni sindacali che abbiamo saputo intraprendere in questi difficili anni, nell’interesse del personale e della polizia di Stato.
Lo faremo, rinnovando oggi, il nostro impegno per le comunità e per la nostra gente, nel solco dell’esempio tracciato dai tanti colleghi che hanno sacrificato la propria vita in nome dei principi di libertà, giustizia e solidarietà, ai quali tutti noi abbiamo prestato giuramento. A loro e a quanti, troppo presto, ci hanno lasciato, va il nostro commosso ricordo. Alle loro famiglie e ai loro cari il nostro fraterno abbraccio".