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cronaca

Moby Prince, da 11.323 giorni senza avere la verità. Le risposte che si attendono dalle nuove perizie

Il Moby Prince

Il 10 aprile 1991 fuori dal porto la tragedia in cui morirono 140 innocenti. Messa, corteo e lancio delle rose. L’indagine della commissione


10 aprile 2022 Giulio Corsi


LIVORNO. La verità e la giustizia. Dopo 31 anni siamo ancora qui, alla stessa richiesta di tre decenni fa. Ci sono i parenti delle 140 vittime del Moby, invecchiati, qualcuno scomparso e rappresentato da figli e nipoti. Ci sono i livornesi. C’è una parte delle istituzioni. C’è il Tirreno.

Non siamo al punto di partenza, anche se la verità su che cosa accadde la notte del 10 aprile 1991 al largo del porto di Livorno è rimasta per anni dietro una coltre di menzogne di Stato e testimonianze improbabili.

Ma qualcosa si è mosso negli ultimi anni, grazie alla commissione parlamentare d’inchiesta del Senato guidata da Silvio Lai e molto altro si sta muovendo ora con la commissione parlamentare della Camera presieduta da Andrea Romano, mentre in tribunale va avanti l’inchiesta-ter.

«Se la prima Commissione parlamentare ha avuto il merito di chiarire cosa non tornava nelle cosiddette verità giudiziarie degli anni precedenti, questa seconda Commissione di inchiesta ha il compito di definire cosa accadde», spiega Romano. Sono già state disposte diverse consulenze tecniche: dalla simulazione virtuale di quanto accadde quella tragica notte alle registrazioni delle comunicazioni radio di fronte al porto di Livorno, contenute nel cosiddetto “bobinone” e finora inedite. «Le perizie che stiamo svolgendo, insieme all’acquisizione di nuovi documenti, alle audizioni di nuovi soggetti o alle audizioni ripetute di persone che furono già sentite dalla prima Commissione, dovrebbero comporre un quadro preciso di quanto accadde», continua.

La prima Commissione di inchiesta escluse la nebbia come causa della tragedia, esaminò la questione dei mancati soccorsi e il comportamento del comando del Moby, escludendo che la collisione fosse avvenuta a causa della velocità del traghetto combinata con condizioni climatiche non ottimali. Tutte conclusioni considerate dalla nuova Commissione parlamentare di inchiesta “punti fermi”.

«Stiamo lavorando nelle specifico per rispondere ad alcune domande – continua Romano –. In quale stato si trovava il Moby al momento della partenza di Livorno? I motori, i vari sistemi di sicurezza, l’elica, il timone funzionavano correttamente? Su questo sono in corso perizie specifiche – osserva Romano –. Un’altra domanda alla quale cerchiamo di dare una risposta riguarda la famosa esplosione che si produsse a bordo del Moby: ci sono state varie perizie, giudiziarie e di altro genere, che hanno dato risultati anche molto diversi tra loro. Noi siamo ripartiti da zero, ordinando due diverse perizie che lavoreranno in parallelo, useranno i laboratori del Racis e dovranno dirci quando l’esplosione si produsse, se prima o durante l’impatto, da cosa fu generata, se da un esplosivo a bordo o dall’esplosione di materiali a bordo di carattere non esplosivo», aggiunge. Un’altra consulenza tecnica disposta riguarda il famoso “'bobinone”, il nastro su cui vennero registrate le comunicazioni radio svolte di fronte alla rada di Livorno quella notte. «Abbiamo acquisito un apparecchio – ricorda il presidente della Commissione di inchiesta – in grado di leggere le registrazioni e, per prima volta dalla strage, sono state lette tutte le tracce e trasferite sul digitale quindi avremo una qualità dell’audio inedita».

Riguardo all’Agip Abruzzo, la Commissione è al lavoro «insieme all’Eni per acquisire i materiali dell’indagine interna che fu svolta dopo la strage». A ciò si aggiunge la ricostruzione dinamica della notte della tragedia. La Commissione si è rivolta al Cetena, una società di ingegneria navale a Genova del gruppo Fincantieri che è tra le più avanzate dal punto di vista tecnologico a livello nazionale ed internazionale, fa simulazioni marittimo-navali, ricostruisce scenari relativi a navigazioni, dighe, porti.

«Ci aspettiamo che tutte le perizie vengano concluse entro settembre», aggiunge Romano, mentre oggi celebriamo il 31esimo anni della strage. Anche quest’anno il Comune di Livorno, con il patrocinio della Camera, ha predisposto una serie di cerimonie e iniziative che coinvolgeranno i familiari delle 140 vittime, i rappresentanti delle istituzioni e la cittadinanza.

Questo il programma di oggi: ore 11 in Fortezza Nuova deposizione di una corona al Monumento in ricordo delle Vittime; ore 12 in Cattedrale messa officiata dal vescovo Simone Giusti; ore 14.30 a Palazzo Comunale, in Sala Consiliare, cerimonia con il saluto del sindaco Luca Salvetti ai familiari, ai rappresentanti delle istituzioni e alle Delegazioni dei Comuni (diretta streaming, sul canale YouTube del Comune); ore 16.30 corteo da piazza del Municipio al Porto, da viale Avvalorati, piazza della Repubblica, via Grande fino all’Andana degli Anelli; ore 17 deposizione di un cuscino di rose donato dal Presidente della Repubblica e di una corona di alloro presso la lapide che riporta tutti i nomi delle vittime. Seguirà la lettura dei nomi dei 140 morti. La cerimonia si concluderà con il lancio in mare di 31 rose rosse, una per ogni anno trascorso.

Alle ore 18, alla Goldonetta sarà invece rappresentato “M/T Moby Prince 3.0”, uno spettacolo teatrale che ripercorre in 70 minuti la tragedia del traghetto incendiato e le successive vicende processuali (ingresso gratuito): introdurranno la vicesindaca Libera Camici e i rappresentanti delle associazioni dei familiari delle vittime “140” e “Associazione Aprile” Nicola Rosetti e il figlio di Ugo Chessa, Luchino. Gli autori di “M/T Moby Prince 3.0” sono Francesco Gerardi e Marta Pettinari, recitano Lorenzo Satta e Alessio Zirulia, la regia è di Federico Orsetti.

La strage del Moby sarà ricordata anche al Modigliani Forum, in occasione della partita della Libertas. I giocatori effettueranno il riscaldamento indossando la t-shirt amaranto recante sul petto la scritta “#iosono141” e sulla schiena “Forza Loris”.
 

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