Gioco
Porto di Livorno, a metà marzo via all’escavo dei fondali del canale d’accesso. Ecco il piano dei lavori
È una striscia lunga 630 metri e larga 40, sarà smantellato anche l’ultimo pezzo del pontile 13. Appalto da un 1,1 milioni di euro, i lavori dureranno 4 mesi
Livorno. Fanno un altro passo in avanti i lavori all’interno del porto, prima ancora che l’espansione a mare con il nuovo terminal Darsena Europa si trasformi in realtà: da Palazzo Rosciano, quartier generale dell’istituzione portuale, si annuncia che «inizieranno nella seconda metà del mese» i lavori di dragaggio che andranno avanti per 4 mesi. «È un intervento importante – viene sottolineato – che ha come obiettivo quello di migliorare le condizioni di sicurezza nelle fasi di navigazione per le grandi portacontainer dirette in Darsena Toscana».
Vale la pena di ricordare che l’Authority aveva aggiudicato la gara riguardante l’affidamento dell’escavo di un tratto dell’ingresso del porto lungo una striscia larga 40 metri e lunga 630 lato sponda nord dal Piccolo Fondale (a ridosso della Darsena Petroli) riportando il fondale a 13 metri di profondità. «Complessivamente – segnalano i tecnici dell’Authority – verranno asportati 77mila metri cubi di fanghi: verranno sversati nella seconda vasca di colmata del porto». È da aggiungere che l’appalto comprende «anche la demolizione di quanto rimasto del pontile n.13, il cui tratto terminale, per una lunghezza di 35 metri, era stato smantellato all’inizio di marzo».
Da Palazzo Rosciano l’appalto era stato mandato in campo con una base d’asta di circa 1,4 milioni di euro: hanno partecipato 43 imprese e, con provvedimento della dirigente dell’istituzione portuale gare e contratti Roberta Macii, è stato aggiudicato alla società La Cittadella di Codevigo (Padova) con una offerta di poco superiore a 1,1 milioni di euro.
È questa operazione l’ennesimo round degli escavi che vengono puntualmente rimessi in programma per limitare gli effetti del continuo insabbiamento dei fondali del porto: l’afflusso di melme sui fondali è particolarmente critico per il porto perché il pescaggio disponibile per le navi in ingresso è già fortemente limitato dalle strozzature fisico-geografiche strutturali del porto, dunque toglierle serve ad aumentare l’accessibilità anche da navi un po’ più grandi. In realtà, tutto questo ha un obiettivo simbolico: riuscire a portare a banchina nel porto di Livorno una nave da 11mila teu (ovviamente non a pieno carico). Se pensiamo che finora bisogna fare i miracoli per quelle da 9mila teu e fino a qualche anno fa anche quelle al di sopra di 7.500 teu erano tabù...
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