Toscana
Per i malati livornesi non c’è posto a Pisa Salvetti furioso: «Crolla il castello»
Il sindaco chiede chiarimenti alla Regione. «Le eccellenze di Cisanello sono tali grazie ai soldi di tutti i cittadini»
LIVORNO. «Ci dispiace, lei non ha diritto alla visita neurologica perché è di Livorno: qui la prenotazione è riservata ai cittadini della provincia di Pisa». Quelle parole pronunciate da un’operatrice del Cup di Cisanello a una signora livornese che aveva in mano l’impegnativa redatta tra l’altro da un medico del pronto soccorso di Cisanello, dove era arrivata per un rischio di trombosi cerebrale, hanno aperto un cratere nell’idea di sanità in rete che la Regione da anni teorizza. Fotografando cittadini di serie A e di serie B, nel caso specifico i livornesi (o comunque i non pisani).
Il sindaco Luca Salvetti al riguardo è molto netto: «Il sistema sanitario Toscano nella sua evoluzione che ha portato alla creazione nel 2015 delle grandi aziende che hanno integrato territori e città diverse, partiva dal concetto che ogni cittadino oltre al sistema territoriale di base sviluppato con il concetto di prossimità doveva abituarsi ad entrare in una rete integrata che avrebbe portato anche a spostarsi da una struttura all’altra per avere le cure migliori. In questi sette anni non è stato facile far passare questo messaggio, oggi se emergono casi e situazioni come quelle evidenziate in queste ore che segnalano prestazioni garantite in primis a chi proviene da una certa provincia il castello crolla inesorabilmente».
Salvetti lascia il beneficio del dubbio, ma l’azienda ospedaliera pisana ha confermato che “I non residenti possono comunque prenotare, ma senza garanzie sui tempi d’attesa”, sebbene alla livornese non sia stato permesso neanche effettuare la prenotazione. Ma definisce comunque «inaccettabile che l’azienda ospedaliera universitaria pisana avesse potuto pensare di favorire nelle liste di attesa chi abita nella provincia di Pisa. Se una cosa del genere venisse confermata evidenzierebbe una violazione marcata del principio costituzionale di equità di accesso alle prestazioni e del diritto di essere curato al meglio indipendentemente dalla provenienza geografica del paziente», afferma il sindaco.
«I vertici della sanità della nostra Regione e delle aziende coinvolte hanno annunciato un approfondimento e un controllo del sistema di assistenza e dei meccanismi applicati alle liste di attesa, attendiamo fiduciosi che qualcuno chiarisca. Indipendentemente da questo siamo fermamente convinti che i punti di eccellenza della sanità toscana devono essere disponibili a tutti, anche perché quei punti di eccellenza sono tali o sono diventati tali grazie agli investimenti in strutture e uomini che fa la Regione Toscana con il denaro di tutti. I casi evidenziati, se confermarti, sono di una gravità assoluta e meritano un chiarimento immediato e una inversione di rotta».
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