Il Tirreno

Livorno

la grande bellezza

Il riconoscimento dell’Unesco per il Cisternone, meraviglia nascosta di Livorno

Roberto Riu
Il riconoscimento dell’Unesco per il Cisternone, meraviglia nascosta di Livorno

La suggestione di Salvetti: «Dal Corallo al Cisternone fino ai Fossi nel nome dell’acqua»

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LIVORNO. Un riconoscimento dell’Unesco per il nostro Cisternone: con la sua sagoma imponente e inconfondibile il Cisternone (o Gran Conserva) con il suo porticato e la caratteristica semicupola è da quasi due secoli uno degli elementi paesaggistici distintivi della nostra città al pari della Fortezza Vecchia, della Terrazza Mascagni o della Torre del Marzocco, solo per citare pochi esempi. Ma, oltre ad essere un rilevante complesso monumentale sovente riportato nei testi di architettura per la sua particolarità, il Cisternone, progettato nella prima metà dell’Ottocento da Pasquale Poccianti come parte integrante dell’Acquedotto Leopoldino, è un impianto idraulico tuttora perfettamente funzionante per lo scopo con cui è stato ideato e costruito ovvero raccogliere e convogliare dalla sua cisterna l’acqua potabile destinata al tessuto urbano livornese.

Tutti questi fattori hanno costituito i presupposti per partecipare, su proposta del Club per l’Unesco di Livorno, alla dodicesima edizione del concorso internazionale “La Fabbrica del Paesaggio” indetto nel 2021 dal Club per l’Unesco di Foligno e Valle del Clitunno, la cui pergamena di riconoscimento per la candidatura è stato consegnata ieri mattina al sindaco Luca Salvetti, alla presenza dei vertici dell’Asa, l’azienda che gestisce l’acquedotto e il Cisternone, col suo presidente Stefano Taddia: «Ringrazio innanzi tutto il Club Unesco di Livorno che svolge un grande lavoro di osservazione delle bellezze di questa città che vanno assolutamente promosse – ha affermato Salvetti –. L’altro elemento è dato dalla suggestione che parte dalla Terme del Corallo, sulle quali stiamo lavorando per un ricupero complessivo e dove fra un mese esatto inizieranno i lavori per la “Sala della mescita”. È pronta anche la progettualità di recupero dell’area dinanzi alla stazione».

Dalla stazione si parte quindi per l’ottocentesca “Via dei Condotti nuovi” (compresa fra via De Larderel e parte del viale Carducci ovvero fra l’odierna piazza della Repubblica e l’incrocio con il viale Alfieri): «C’è poi – prosegue – il percorso che ci porta fino a qua e che vede sulla sinistra l’inserimento di quello che sarà il nuovo ospedale. Passiamo qui davanti e quindi in Piazza della Repubblica, che è il ponte più largo d’Europa per poi trovare tutto il sistema dei Fossi medicei che ha la possibilità di essere valutato come patrimonio dell’Unnesco».

Alla cerimonia svoltasi all’esterno del Cisternone, accanto alle fontane, sono intervenuti vari esponenti dell’Unesco ovvero Maria Paola Azzario, presidente onorario Ficlu e vicepresidente Feacu, insieme alla presidente del Club Unesco di Livorno, Rossella Bruni Chelini, alla presidente onoraria del Club Unesco di Livorno, Margherita Mazzelli Minucci, a Gabriella Righi, ideatrice e promotrice del Concorso “La Fabbrica del Paesaggio” del Club Unesco di Foligno, a Vittorio Gasparrini, presidente del Centro Unesco di Firenze e a Teresa Gualtieri, presidente Ficlu, che ha consegnato al sindaco la pergamena dell’attestato: «Stiamo agendo – commenta Teresa Gualtieri – nell’ambito della salvaguardia e valorizzazione dei nostri patrimoni culturali e questo concorso pone l’attenzione sugli impianti produttivi, sulle fabbriche ed al mondo del lavoro ovvero le strutture inserite nell’ambiente sociale. E questo Cisternone potrebbe essere quasi un emblema del nostro concorso perché è stato pensato con grande sensibilità. Un impianto tecnologico, un impianto destinato alla raccolta dell’acqua per i cittadini che è stato concepito con peculiarità monumentali. Oltretutto integrato in un ambito urbano».

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