Gioco
La Caritas di Livorno in campo per i profughi con raccolte solidali e un appartamento
L’organizzazione ecclesiale aderisce all'iniziativa di Confcommercio e Tirreno “Molto con poco”. Il direttore: «Ecco che cosa stiamo facendo per aiutare»
Livorno. Una struttura di accoglienza per profughi di prossima inaugurazione, una raccolta alimentare in vista, i servizi ordinari e l’adesione all’iniziativa promossa da Confcommercio Provincia di Pisa e Confcommercio Provincia di Livorno insieme al Tirreno per raccogliere fondi e beni di prima necessità da destinare a chi fugge dalla guerra. Ecco il cuore delle attività che la Caritas di Livorno sta portando avanti in questo periodo, dallo scoppio della guerra in Ucraina in poi.
nuova struttura
Prima di tutto c’è da dire che martedì prossimo la Caritas inaugurerà una nuova struttura di accoglienza per i profughi ucraini in via Lopez. Si tratta di uno spazio messo a disposizione del popolo ucraino dopo che la Caritas ha aderito alla manifestazione di interesse indetta dalla prefettura di Livorno finalizzata al reperimento di spazi per l’accoglienza. «L’appartamento può ospitare otto persone e cercheremo di organizzare i doposcuola per i bambini e i corsi di italiano – spiega Guido De Nicolais, direttore della Fondazione Caritas di Livorno –. Abbiamo proposto una struttura in via Lopez perché si trova nelle vicinanze della parrocchia ucraina di don Yurij Machalaba e credevamo che potesse essere una buona idea». Accoglienza “fisica”, dunque. Ma non solo.
raccolta cibo
«In Fondazione – dice De Nicolais – stiamo organizzando delle raccolte alimentari, con prodotti che saranno distribuiti in tutte le parrocchie del territorio su cui insistono gli ucraini». Il progetto nasce da una necessità riscontrata. La maggior parte dei profughi ucraini per adesso non si trova nelle strutture coordinate dalla prefettura, ma è ospitata dalle famiglie del territorio. «Alcuni di coloro che ospitano hanno cominciato a chiamarci dicendo che hanno necessità di aiuti dal punto di vista alimentare e da quello del vestiario. Quindi ci stiamo muovendo per dare una mano». A questa raccolta si affianca quella promossa da Confcommercio Pisa e Livorno insieme al Tirreno. «Abbiamo aderito volentieri. Chi vuole può portare i prodotti (la lista di quelli accettati è qui di fianco, ndr) alla Fondazione. Tutte le donazioni, per quanto ci riguarda, saranno impiegate sul territorio di Livorno e della sua provincia».
l’ordinario
Ma l’emergenza legata alla guerra non ha annullato tutti gli altri servizi, che la Caritas continua a portare avanti come al solito. «Il 29 marzo, per esempio, inaugureremo anche un appartamento per gli afghani in via delle Cateratte. Poi c’è la mensa (per i bisognosi, ndr), che teniamo aperta tutti i giorni, c’è il punto di ristoro per i senzatetto, ci sono le docce e il punto d’ascolto». Insomma, un bel da fare per gli altri. Tra emergenza e quotidianità. Tra solidarietà e aiuti per il prossimo. Con una particolare attenzione, in questo momento al popolo ucraino in fuga dalle bombe russe. «Consideri – conclude il direttore Guido De Nicolais – che al momento in tutta la provincia di Livorno ci sono circa 1.200 ucraini. Va bene organizzare l’accoglienza adesso, ma dobbiamo anche prepararci per il dopo e noi lo stiamo facendo. Perché il difficile sarà riuscire a seguire le famiglie nell’arco del tempo».
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