Il Tirreno

Livorno

Addio a Erika Perullo, simbolo del volley che sapeva sorridere

Claudia Guarino
Erika Perullo
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Erika Perullo

Livorno: aveva 46 anni e fondò il Borgo Rosso. Lascia due figlie, faceva l’agente immobiliare col marito Massimiliano Carpina

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LIVORNO. Sorrideva con gli occhi, Erika. E guardava il mondo con la passione di chi è riuscito a dar forma ai propri sogni. «Mia moglie è stata un esempio per tutti. A me ha insegnato che cosa volesse dire vivere». Erika Perullo è morta ieri, a 46 anni, dopo una malattia.

Lascia il marito, Massimiliano Carpina le figlie Alessandra e Gaia. Di mestiere faceva l’agente immobiliare nell’agenzia di famiglia, la "Immobiliare 2.0" di corso Amedeo, ma la sua vita era il volley. Aveva preso in mano una società allo stremo ed era riuscita a trasformare il Volley Borgo Rosso in un riferimento della pallavolo livornese. «Era una donna fantastica. Una persona eccezionale», dicono gli amici. Una di quelle in grado «di portare gli altri per mano, riuscendo a far cambiare loro il modo di vedere il mondo».

LA SQUADRA

«Qualche anno fa aveva rilevato una precedente società in fallimento – racconta Antonio Benedetti, allenatore della Borgo Rosso – e aveva creato la Borgo Rosso». Era il 2014 e la società è nata con e grazie alla sua presidente. Tutto è partito con l’attività non agonistica e con le squadre femminili con atlete di ogni età. Poi, con gli anni, la realtà sportiva è cresciuta: ora sfiora i 200 iscritti e da quest’anno c’è anche un sestetto maschile che lotta per la serie D. La prima squadra femminile, invece, milita in prima divisione. «Poi ci sono le altre squadre, che partecipano a tutti i livelli». Erika era orgogliosa delle sue ragazze. Le seguiva passo passo. Affiancava i progressi e gioiva con loro. Del resto, in passato è stata una giocatrice e riusciva a comprendere perfettamente le gioie e le sofferenze del campo.

LA PASSIONE

Di recente, peraltro, la Borgo Rosso ha rilevato la Labronica Pallavolo, il cui presidente è Massimiliano Carpina. «Ma l’anima della Labronica era lei», racconta il marito. Perché lei ha messo tutta se stessa nel mondo della pallavolo. Era la sua vita e le dedicava gran parte del suo tempo. E per le “sue” ragazze era come una seconda mamma. I suoi consigli erano preziosi. Era un vero e proprio punto di riferimento per tutti. «Erika era una brava ragazza, intelligente e seria – dice Dario Castelli, direttore sportivo Volley Tomei Livorno –. Era un piacere parlare con lei. La notizia della sua morte ci ha profondamente scossi».

I RICORDI

Perché era una donna amata da tutti. Una che ha saputo lasciare il segno nei cuori di chi ha percorso un tratto di strada con lei. «Era una donna molto generosa – dice Benedetti –. E ha dato tanto per la pallavolo». Ieri in tanti sono andati alla camera ardente allestita al cimitero della Misericordia. «Era una persona speciale – dice il marito Massimiliano –. Ogni giorno, in un modo o nell’altro riusciva a fare del bene a qualcuno. Ho avuto tantissimi attestati di stima e amore. I ragazzi della squadra maschile la conoscevano da poco, ma hanno deciso di annullare la partita di domani per andare al funerale». Per dare l’ultimo saluto alla loro presidente gentile, alla donna che con un gesto sapeva aprire i cuori. Ha trasmesso la sua grande passione anche alle figlie. Alessandra è capitana della prima squadra del Borgo Rosso, Gaia è capitana della seconda divisione Labronica. «Per me è stata una moglie fantastica – racconta Massimiliano – Mi ha regalato 25 anni di vita bellissima. Stando con lei ho imparato che cosa vuol dire vivere. E lei è stata un esempio di vita per tutti. Ci ha preso per mano e ci ha portato nel mondo».
 

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