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Tensioni al Limoncino La referente del Wwf: «Sono stata spintonata»
Arriva l’ambulanza, poi il sindaco, l’assessore e la polizia La questura a comitato e Livrea: «Evitate azioni unilaterali»
LIVORNO. Un camion sulla strada e qualche tensione di troppo in via del Limoncino: con una donna strattonata (che poi ha fatto denuncia) e l’arrivo di un’ambulanza della Misericordia di Montenero, del sindaco e dell’assessora Giovanna Cepparello.
La questura, da parte sua, l’ha scritto nero su bianco: a seguito degli esposti ricevuti, le parti (tra cui comitato anti discarica e Livrea) sono invitate a evitare iniziative arbitrarie. L’oggetto del contendere è sempre lo stesso: l’accesso alla strada. Con il comitato “No alla discarica del Limoncino” che perora la sua causa attraverso un presidio permanente: di lì – dicono i manifestati – i camion oltre una certa portata non possono passare, ci sono delle sentenze a stabilirlo. Dalla parte opposta della “barricata” c’è la Livrea, società della discarica, che ritiene di poter transitare sulla strada per via dell’acquisizione di quote della proprietà avvenuta dopo le sentenze a cui fa riferimento il comitato. Ieri in via del Limoncino c’erano i rappresentanti di entrambe le parti. E c’era anche Graziella Rossini, che si trovava lì come referente Wwf per effettuare un sopralluogo in vista di un evento pianificato per domani. «Un uomo mi ha strattonato – racconta – e al pronto soccorso mi hanno dato dieci giorni di prognosi. Mi hanno detto che quell’uomo era uno della società della discarica. Sono andata in questura e l’ho denunciato».
E ieri in via del Limoncino, tra gli altri, c’era Andrea Campi, consulente della Livrea, che di fronte al sindaco Luca Salvetti ha sostenuto il diritto «a passare», pur con eventuali carichi ridotti. «Non accettiamo – ha detto rivolgendosi al primo cittadino – che le persone si mettano in mezzo alla strada creando pericolo per terzi. Noi abbiamo il diritto di passare». Il sindaco, da parte sua, ha richiamato l’attenzione sull’atto con cui il questore chiede alle parti di evitare iniziative unilaterali che possano ledere i diritti gli uni degli altri. «Gli atti unilaterali – ha sostenuto Salvetti rivolgendosi a Campi– sono da una parte l’eventuale blocco (della strada da parte delle persone in presidio, ndr), dall’altra l’eventuale passaggio (dei camion oltre una certa portata, ndr). Il questore vi ha chiesto di non fare azioni che vadano a ledere i diritti degli altri. Per questi 15 giorni c’è da attenersi a questo quadro. Poi quando un giudice si sarà espresso e quando ci sarà un regolamento a gestire la strada ognuno farà quello che può fare». La disputa, insomma, continua.
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