Il Tirreno

Livorno

Nuovi guai per i lavoratori ex Bertani: «La ditta in appalto non paga i Tfr»

Una protesta dei lavoratori Usb per la vertenza ex Bertani
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Una protesta dei lavoratori Usb per la vertenza ex Bertani

La denuncia del sindaco di base Usb: «Dopo il danno la beffa, abbiamo chiesto alla committenza  il pignoramento di quanto dovuto. Nel frattempo si tratta per il reintegro di tutti gli ex dipendenti»

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LIVORNO. La vertenza Bertani non trova soluzione, anzi ogni giorno c’è un problema in pù: i nuovi guai per i lavoratori nascono «dopo che la società in appalto – denuncia l’Unione sindacale di base del settore logistica – non paga i Tfr».

Per questo è partita la richiesta di pignoramento direttamente alla committenza. Nel frattempo si tratta ancora per il reintegro di tutti gli ex dipendenti.

«Il sistema degli appalti colpisce ancora e ancora una volta nel settore della logistica portuale nei piazzali Bertani – accusano i sindacalisti di Usb – . La società Mt Logistica/Tm/Cpm, dopo aver licenziato 25 lavoratori, nonostante non ci fosse alcuna vera e propria crisi, adesso non ha i soldi per pagare i trattamenti di fine rapporto. Insomma: dopo il danno anche la beffa».

E così l’Unione Sindacale di Base, portando avanti la propria linea sindacale nazionale, ha deciso di chiedere questi soldi direttamente alla committenza «che risulta responsabile in solido per le inadempienze delle “proprie” ditte chiamate a svolgere alcune lavorazioni e non al fondo di garanzia Inps. In quest’ultimo caso sarebbe come scaricare sulla collettività il costo sociale che andrebbe invece sostenuto da aziende private che accumulano già abbastanza profitti lasciando sul territorio licenziamenti e precarietà».

«Questi licenziamenti – secondo Usb – sono il frutto diretto di un sistema che negli anni è stato costruito in tutto l’ambito della logistica. Sistema che vede grandi aziende “scaricare” le proprie responsabilità sulle ditte e cooperative in appalto cercando di raggiungere il massimo profitto (e il massimo ricatto) nei confronti dei lavoratori. Un sistema che i sindacati confederali non hanno mai voluto mettere davvero in discussione e che, ancora una volta rischia di riprodursi. Come Usb ribadiamo la nostra posizione.

Il sindacato di base continua: «Fermo restando la necessità dei lavoratori di rientrare al più presto al lavoro arrivando ad una soluzione condivisa, tutti gli ex dipendenti MT dovranno essere reintegrati applicando il contratto nazionale di riferimento e cioè quello della Logistica e dei Trasporti. Contratto che, tra l’altro, andrebbe applicato anche a tutti gli operai del piazzale a partire da quelli della Cooperativa Cpm».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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