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Accoltellamento a Calafuria: caso analogo otto giorni fa fuori da un kebab del centro
Livorno: in quell’occasione un quindicenne era stato fermato nel bagno del “Chicken plus” e portato in carcere a Firenze. Era scappato dalla comunità
LIVORNO. Le zone sono completamente differenti, così come le persone coinvolte. Ma l’episodio è lo stesso: un accoltellamento, al fegato anziché a una mano, concluso con l’arresto delle volanti della polizia per il reato di tentato omicidio. Bisogna tornare indietro di soli otto giorni, spostandosi in piazza della Repubblica, per ricordare un episodio analogo a quello avvenuto nella notte fra sabato 19 e domenica 20 marzo a Calafuria.
Un quindicenne tunisino, infatti, attorno alle 20 in pieno centro aveva pugnalato al fegato un connazionale di 17 anni fuori e dentro dal kebab “Chicken plus” – locale che è stato poi chiuso sette giorni dalla questura dopo l’indagine della polizia amministrativa – prima di essere arrestato dagli agenti, che hanno sfondato la porta del bagno del ristorante, all’interno del quale il ragazzo si era nascosto con il coltello.
L’operazione è stata convalidata dal tribunale dei minorenni di Firenze, che per lui ha previsto il carcere. Senza fissa dimora e famiglia a Livorno, infatti, il quindicenne era scappato per ben quattro volte dalle comunità per minori, motivo per il quale il giudice per le indagini preliminari – respingendo la richiesta della sua avvocata, Sandra Caciagli, che per il giovane aveva richiesto una misura cautelare meno impattante in relazione anche alla tenera età di 15 anni – ha scelto la linea dura, quello della temporanea detenzione nel penitenziario minorile del capoluogo toscano. Il diciassettenne accoltellato, invece, era stato salvato con un’operazione chirurgica ed è poi fuggito dal reparto di chirurgia generale, prima di essere ritrovato dai poliziotti in piazza Grande a spacciare hashish.
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