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Si è spenta a Las Vegas Stefania Pellegrinetti moglie dell’ex sindaco
Com’era accaduto 12 anni fa al marito Roberto Benvenuti è morta accanto al figlio Marco. «Una donna molto vitale»
LIVORNO. Il suo nome è legato al fatto di esser stata la “first lady” di Palazzo Civico negli anni dal 1985 al ’92 in cui era sindaco il marito Roberto Benvenuti. Com’era accaduto nel dicembre di una dozzina di anni fa per il coniuge, adesso Stefania Pellegrinetti si è spenta negli Stati Uniti, a Las Vegas, accanto al figlio Marco che le è stato al fianco attimo per attimo negli ultimi anni.
Non crediate che Stefania Pellegrinetti, settant’anni da compiere agli inizi di giugno, sia stata semplicemente una comprimaria, un’ombra alle spalle dell’ultimo sindaco di Livorno eletto sotto l’emblema della falce & martello comunista, prima che la Bolognina cambiasse nome e simboli e prima che lui venga mandato in Parlamento fra gli scranni del Senato (rimarrà nell’aula di Palazzo Madama fino al ’96). Non crediatelo: e non solo perché per tanti anni è stata in cattedra come prof all’istituto professionale Colombo e poi, all’Itc Vespucci, per insegnare diritto e economia agli aspiranti ragionieri.
La sua voglia di socialità è saltata fuori ancor di più proprio quando chiunque altro si sarebbe arreso: era stata colpita da una malattia degenerativa rara dal lento decorso che l’ha ben presto privata dell’uso della parola, «peraltro rimanendo lucida e con una gran vitalità», come ricorda il figlio Marco che fin dal ’99 si è trasferito negli Stati Uniti per inseguire la propria intenzione di costruirsi un futuro.
Non ne ha ingabbiato la verve, sottolinea lui: «Eravamo cresciuti a Livorno come tifosi Libertas, qui in America anche quando era già malata lo sport è stato il modo di ritrovare quella vitalità: andando a sciare fino all’anno scorso oppure tifando con passione in molte partite di basket sia per l’Università del Nevada sia per le Las Vegas Aces (Nba femminile), poi anche sul fronte dell’hockey per i Golden Knights. Non era solo guardare una partita, non era solo fare il tifo: era un modo per socializzare anche in condizioni non del tutto semplici. Abbiamo girato in lungo e in largo sia gli Stati Uniti che mezza Europa per trovare qualche ospedale o qualche specialista che riuscisse a capire qualcosa in questa patologia: non è servito, ma il suo non è stato solo un peregrinare di medico in medico, nonostante la malattia ha avuto una vita piena e vitale per quanto possibile. Era una che non si arrendeva».
La capacità negli affari ha consentito al figlio di poter mettere in disparte le esigenze di lavoro: «Capisco che non tutti possano abbandonare il lavoro, seppur nella sventura io ho avuto la fortuna di potermi staccare e dedicare a mia madre 24 ore su 24 senza esser costretto a delegare niente. L’ho sempre detto, è stata mia madre la mia roccia». Ormai da lungo tempo Stefania Pellegrinetti aveva sì il certificato di nascita targato Livorno ma quello di residenza era nel segno di Las Vegas. Non solo: aveva preso la cittadinanza americana.
Il figlio riferisce che la madre è stata cremata: le sue ceneri, così quelle del padre, resteranno «accanto a me», così come consente la normativa statunitense.
I genitori all’inizio avevano fatto la spola fra gli Stati Uniti e Livorno, con lunghi soggiorni al fianco del figlio che nel frattempo si è affermato negli studi e nella professione. Non è un segreto che la famiglia del sindaco Benvenuti amasse molto viaggiare: altro che il grigio funzionario di partito, semmai una figura di politico che teneva a rigore e dirittura. «A loro devo questa apertura al mondo che mi ha portato dall’altra parte dell’Atlantico, – dice Marco Benvenuti – a loro devo la curiosità di andare alla scoperta del nuovo, la forza con cui mi hanno sostenuto».
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