Il Tirreno

Livorno

IN CATTEDRA ALLE PALLI PER MOLTI ANNI

Si è spenta Rita Mastinu una vita per la cultura riscoprendo la Sardegna

La professoressa Rita Mastinu
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La professoressa Rita Mastinu

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LIVORNO. A pochissimi mesi dalla scomparsa del marito Giuseppe Stagi, se n’è andata anche Rita Mastinu, prof di lettere all’istituto magistrale Palli, che con lui aveva condiviso non solo la vita di coppia (hanno avuto una figlia, Federica) ma anche un certo modo di intendere il mondo, la passione politica e la collocazione a sinistra.

Da pochi mesi aveva superato la soglia degli ottant’anni, il suo nome è stato legato all’attività in cattedra alle scuole superiori ma anche a molte altre cose: è stata scrittrice, promotrice di eventi culturali e fondatrice dell’associazione di cultura mediterranea Shardan (secondo l’antico nome che i fenici dettero alla Sardegna) con la quale mirava ad aprire l’orizzonte culturale, di rapporti e di interessi tra livornesi e sardi e costruire una comunione di intenti culturali in nome della comune appartenenza alle civiltà mediterranee.

Non è un caso: era nata a Bosa in Sardegna, laureata in lettere antiche a Sassari col massimo dei voti, poi era arrivata a Livorno dove, da un lato, ha iniziato la lunga carriera da prof e, dall’altro, ha incontrato il futuro marito Giuseppe: «La loro comune passione è stata la politica, nel Pci: hanno rivelato grande apertura, capacità di approfondimento, intelligenza libera, mai settari, mai polemici gratuitamente», dicono gli amici.

Un altro collante della coppia è stata la cultura: benché inserita a pieno titolo nella vita politica e culturale livornese, Rita Mastinu ha dedicato molte energie all’approfondimento delle proprie radici isolane. Era il periodo in cui imperversava l’Anonima Sequestri e il lavoro culturale di Mastinu parlando con i pastori sardi che vivevano nella zona fra Volterra e Siena, è stato quello di portare l’attenzione su questo mondo sconosciuto, ma ricco e fertile, nel segno della fedeltà alle tradizioni, talvolta con forza poetica nella rievocazione del loro passato. Soprattutto - così la racconta chi l’ha conosciuta bene - quel che premeva a Rita Mastinu era sfatare l’equazione pastore sardo uguale bandito: ne parlò e ne scrisse. Per recuperare quella tradizione di oralità organizzò a Livorno anche una gara interessante tra poeti improvvisatori toscani e sardi. Non è tutto: ritroviamo Mastinu fra le protagoniste di una giornata dedicata alle lingue di culture regionali guardando alla Sardegna «non come terra di arcaici idiomi, ma come laboratorio internazionale e modello cosmopolita».

Fra le molte attività su questo fronte vale la pena di ricordare lo spettacolo che l’associazione di cultura mediterranea Shardan in collaborazione con l’associazione culturale sarda "Grazia Deledda" di Pisa portò sulle scene del Nuovo Teatro delle Commedie nella primavera 2010 prendendo spunto dal libro di Rita Mastinu dal titolo "Il tempo grande di Veneranda Siotto Pintor", dedicato alla storia della migrazione dalla Sardegna alla Toscana a cavallo fra gli anni ’60 e ’70. Lo proposero anche al Teatro dei Coraggiosi a Pomarance sotto le insegne della Regione autonoma della Sardegna.

Da non dimenticare anche le conferenze sulle "dee madri" che popolarono il bacino del Mediterraneo, ivi compresi il mito di Demetra e Persefone fino ai Misteri Eleusini.© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web