Il Tirreno

Livorno

Christian Volpi è tornato a camminare: «Sulle protesi mi sono sentito altissimo, ero un metro e 90» - Video

Stefano Taglione
Christian testa le protesi
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Christian testa le protesi

Il ventitreenne di Livorno, fresco campione italiano di paracanoa, in Emilia per gli ultimi test con gli "arti tecnologici": «Nessun dolore, sensazioni positive» 

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LIVORNO. È tornato a camminare sulle protesi a meno di un anno da quando ha perso le gambe nel terribile incidente in scooter di via di Levante. È stata una due giorni di grandissime soddisfazioni per il ventitreenne livornese Christian Volpi, che domenica scorsa a San Giorgio di Nogaro – in Friuli Venezia Giulia – si è laureato campione italiano di paracanoa, specialità “maratona”. Mentre ieri, grazie al primo test nel centro specializzato di Budrio, ha mosso i suoi primi passi grazie agli “arti” tecnologici con i quali si è potuto spostare per la prima volta dal maggio scorso, quando venne amputato, ottenendo i complimenti di tutto lo staff sanitario. «Non ho avuto alcun problema – confida – e mi sono sentito benissimo fin dal primo momento. Sia il fisioterapista che l’ortopedico sono rimasti positivamente impressionati, perché sono riuscito a rimanere in piedi da solo. Non era affatto scontato, perché molti pazienti all’inizio finiscono con il sedere sul pavimento».

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Incredibile la forza interiore (e non solo) del giovanissimo allenatore dell’Unione canoisti livornesi, che fin dai giorni del ricovero in ospedale non ha mai abbassato la testa. Dandosi come obiettivo sportivo immediato il ritorno in canoa e la partecipazione, speriamo con successo, alle Paralimpiadi di Parigi 2024. Una rinascita, come ha scritto Christian sul suo profilo Instagram. Accompagnata per altro dai primi successi nazionali, come quello di Udine. Grazie al tenace lavoro di tutti i giorni nel centro federale di Tombolo, che per volontà di babbo Roberto Volpi è stato riconosciuto come punta di diamante della federazione (in particolare per gli atleti paralimpici) suo figlio si allena nel migliore dei modi, con costanza e ottenendo ottimi risultati.

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«Lunedì 14 marzo a Budrio mi sono esercitato due ore – racconta Christian – ma siamo solo all’inizio. Rimarrò fino a venerdì, poi la prossima settimana da lunedì a mercoledì. Devo allenarmi con le protesi, non è semplice, e serve tempo per familiarizzare al meglio. Poi, fra una decina di giorni, spero di avere ancora più confidenza ed essere sempre più autonomo. Le sensazioni iniziali sono veramente ottime e la cosa più bella, quando le ho indossate, è che mi sono sentito alto un metro e 90. Nella stanza nessuno mi raggiungeva. Poi, messe a misura, mi faranno tornare alla mia altezza. Quella era solo la prima prova...».

La famiglia Volpi in questi giorni, rimarrà a Budrio per evitare un lungo e snervante pendolarismo con Livorno. Anche perché domenica scorsa, babbo Roberto, ha già guidato per ore e ore dal Friuli alla Toscana. Sabato e domenica il ritorno a in città, poi la ripartenza per Budrio, che è in provincia di Bologna, quindi per fortuna neanche troppo lontano con l’auto. «Abbiamo portato pure la barca – continua Christian – perché dobbiamo capire, insieme, come non disperdere energia. L’idea è quella di realizzare una sorta di contenitore interno in cui il contatto con gli arti non sia doloroso e penalizzante per lo sforzo energetico. In pratica non devo né sentire dolore, né disperdere energia, ma riuscire a utilizzare al meglio lo sforzo per ottenere i migliori risultati il possibile. È stato un primo passo, ma ci riusceremo. Non vedo l’ora».




 

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