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Ancora furti in via Filzi, ladri in quattro capannoni

Claudia Guarino
Ancora furti in via Filzi, ladri in quattro capannoni

Forzate o spaccate le finestre. Ecco i racconti dei titolari

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Livorno. Quattro vetri spaccati o divelti in altrettanti capannoni. Tutto in una notte. Per una refurtiva che, complessivamente, consiste in un telefono, un tablet e alcuni spiccioli. Non c’è pace per gli imprenditori di via Filzi, finiti di nuovo nel mirino dei ladri che sembra abbiano agito dalle 21 alle 2.30 della notte tra domenica e ieri.
«Da me sono entrati intorno alle 21 – racconta Simone Locantore, titolare dell’officina Montomoli –. Hanno sfondato una finestra utilizzando un pezzo di legno, sono entrati e hanno messo tutto a soqquadro per poi portare via un tablet e un telefonino».

E lo stesso ciocco di legno è stato utilizzato come ariete anche sulla finestra della poco distante Furini Servizi, che aveva subito un furto fotocopia solo un mese fa. «È stata utilizzate la stessa procedura della volta scorsa – spiega Maurizio Furini –. Chi è entrato ha cercato in giro qualcosa da rubare e l’ha fatto intorno alle 2 di notte, nonostante sia scattato l’allarme. Poi è arrivata la polizia. Nei filmati della telecamera, comunque, si vede una persona. Che le devo dire...sarò costretto a mettere le inferriate alle finestre». Ed è ciò che stanno pensando a Tomei Nautica Service. Anche in questo caso i ladri sono entrati dopo aver forzato una finestra: la stessa che avevano spaccato alla fine di febbraio. Poi, come da copione, hanno messo a soqquadro tutto prima di fuggire con il contenitore delle monete. All’agenzia marittima Giuseppe Pierucci è andata meglio: i ladri hanno usato un blocco di cemento per rompere un vetro, ma dietro c’era un macchinario. Perciò non c’era spazio per passare. E la porta principale ha le inferriate quindi i ladri (o il ladro) sono fuggiti senza entrare.

Gli imprenditori concordano: «Non è possibile continuare così. Praticamente dobbiamo cambiare un vetro al mese e la situazione non è più sostenibile». L’ipotesi che considerano più probabile è che i ladri entrino nell’area artigianale scavalcando da qualche parte la recinzione per poi fuggire in direzione della ferrovia. A inizio febbraio il titolare della Vitam costruzioni di via Filzi dopo aver subito un furto all’interno del capannone disse che aveva guardato oltre il muro dalla parte di via delle Cateratte, vedendo due persone. «Credo fossero i ladri – raccontò in quell’occasione –. Mi hanno visto e sono fuggiti. Lì intorno c’erano i documenti che mi erano stati rubati».

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