Gioco
A Livorno la proposta di un' Aperi-maturità con candele. il prete e l'invito agli studenti
Al posto del solito rito scaramantico-propiziatorio a 100 giorni dall’esame l’idea di don Michele Esposto: «una esperienza da vivere insieme dopo gli anni della pandemia»
livorno. Il rito dei 100 giorni all’esame di maturità ormai è un tormentone: a Viareggio arrivano studenti da mezza Italia per scrivere in riva al mare il voto desiderato e poi lasciare che le onde lo cancellino, magari abbinandolo a una manciata di sale da scagliare in acqua (ma occhio che se il numero resta in parte visibile si perderanno per strada almeno dieci punti), a Pisa la lucertola di bronzo da sfregare sulla porta centrale della cattedrale e a Livorno l’ascesa al santuario di Montenero, il passaggio alla cappella dei ceri votivi e il gesto scaramantico delle monetine lanciate all’indietro attraverso l’arco del monastero (e in tal caso, forse più che la data dei cento giorni la tempistica è quella della pubblicazione delle materie). Comunque, ce n’è per tutti i gusti e quasi sempre, più che di religiosità popolare o di devozione mariana, si tratta di riti magici che coinvolgono ragazzi e ragazze che forse mettono raramente piede in chiesa.
Nella chiesa di Santa Caterina, nel cuore antico della Venezia, hanno organizzato un “aperitivo dei maturandi”. Appuntamento ovviamente a domani, giorno doc per la ricorrenza dei 100 giorni: si comincia alle 19 con il ritrovo di ragazzi e ragazze nella parrocchia di piazza dei Domenicani. Dopo il tradizionale quarto d'ora accademico, ecco l'accensione della lampada votiva dedicata a san Tommaso d'Aquino «in vista degli esami» e alle 19,30 il brindisi con la foto ricordo conclusiva.
Don Michele Esposto è un prete che non si nasconde nell’odor di sacrestia, anzi ne inventa parecchie per mostrare il volto amichevole della Chiesa rompendo gli schemi. Ecco che si è affidato ai social della parrocchia e a quelli della diocesi per invitare i maturandi. «Io vengo dalla Puglia e Livorno è stata accogliente nei miei riguardi, – dice lui – adesso mi sembra giusto ricambiare e mostrare l’immagine amichevole di una comunità ecclesiale che sa accogliere a braccia aperte anche chi non è baciapile e magari è poco pratico delle nostre liturgie e del nostro linguaggio».
Don Michele Esposto non vuol far percepire la sua parrocchia come un fortilizio assediato da tenere al riparo. L’ha fatto quando ha aperto le porte di Santa Caterina al musicista livornese-moscovita Dimitri Grechi Espinoza con la sua “preghiera in forma di sax”. L’ha fatto con la benedizione degli animali, l’ha fatto con la via crucis che in piena pandemia ha dedicato via Facebook ai 140 marittimi e passeggeri morti a bordo del traghetto Moby Prince.
«C’è anche qualcosa in più, e lo dico perché da insegnante l’ho visto negli occhi dei miei studenti in questo lungo periodo contrassegnato dalla didattica a distanza, dalle mascherine e dalle regole anti-contagio», avverte il parroco. «L’esame di maturità è una esperienza importante per questi ragazzi e ragazze: ma dopo questi due anni di scuola in queste condizioni difficili, un po’ on-line un po’ in presenza ma spauriti, sempre con il rischio di tornare a distanza, mi è sembrato utile offrir loro l’opportunità di affrontare insieme questo rito di passaggio».
Come mai proprio san Tommaso d’Aquino? «È il protettore degli studenti. È raffigurato in un affresco nella nostra chiesa insieme a santa Caterina. Quanto all’idea di prevedere una messa, voglio fare in modo che tutti i ragazzi e le ragazze possano sentirsi “a casa” e dunque, più che un momento di preghiera, che avrebbe tagliato fuori chi non si sente credente, faremo quest’accensione della lampada votiva che resterà accesa fino alla fine degli esami. E poi le cento candele, secondo quanto prescrive il rito che gli studenti conoscono bene».
Mauro Zucchelli
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