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l’annuncio 

L’ex questore Lorenzo Suraci si candida con Fratelli d’Italia

Stefano Taglione
L'ex questore di Livorno, Lorenzo Suraci (foto d'archivio)
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L'ex questore di Livorno, Lorenzo Suraci (foto d'archivio)

È stato scelto nella lista per correre come consigliere alle amministrative di Viterbo «Voglio provare a essere utile per la comunità e rimarrò sempre un uomo libero»

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LIVORO. L’ex questore di Livorno, Lorenzo Suraci, si candida come consigliere comunale a Viterbo fra le fila di Fratelli d’Italia. Poliziotto in pensione «con la divisa stampata addosso», un anno fa è andato in congedo salutando la città dopo due anni e mezzo e lasciando il posto a Roberto Massucci. «La politica è una mia passione – spiega Suraci, che già pochi giorni prima di andare in pensione al Tirreno aveva annunciato l’idea di volersi mettere in gioco – e i piacerebbe fare qualcosa di utile per la comunità. Non sono mai stato iscritto a nessun partito, rimarrò sempre indipendente nelle mie idee, e se ci sarà da fare qualche critica la farò senza paura, perché sono una persona libera. Se sono soddisfatto? Fratelli d’Italia mi ha contattato appena pochi giorni fa, a Viterbo io come questore sono rimasto per tre anni e mezzo, più che in Toscana, ed evidentemente ho lasciato un buon ricordo fra la gente. Sono contento».

Il Comune laziale è stato commissariato e si dovrebbe votare a maggio. Fratelli d’Italia dovrebbe correre con una donna come candidata prima cittadina. «Non so ancora chi sarà – prosegue l’ex questore, 62 anni e un passato da atleta di lotta libera – e io, nel mio piccolo, darò il massimo. Credo che ognuno di noi adesso si debba occupare di politica e mai come in questo momento è importante partecipare alla vita pubblica. Ciò che sta accadendo in Ucraina non ha senso: due capi di Stato si potrebbero mettere d’accordo per fare la pace ed evitare la morte di poveri innocenti. Invece continuano imperterrito nella guerra, è vergognoso. L’obiettivo deve essere la pace».

Suraci rivela, da appassionato di politica, che se glielo avessero chiesto magari avrebbe accettato anche una proposta da Livorno, città dalla quale è rimasto molto legato e ritorna volentieri: «Nella mia vita, finora, ho sempre fatto il poliziotto – precisa – indipendente e libero ovviamente. La politica, all’epoca, non mi è mai interessata, anche se ne ero ovviamente appassionato, ma per il ruolo che rivestito me ne stavo molto volentieri alla larga. Nessuno potrà mai rinfacciarmi di aver fatto il politico in questura, perché io facevo il poliziotto e basta. Da quando sono in pensione ho seguito di più questo mondo e magari, se da Livorno qualcuno mi chiamasse, in futuro chissà. Potrei pensarci, anche se è una città lontana. A Viterbo ci sono stato più tempo da questore, i cittadini mi conoscono di più, e da casa mia dista 40 minuti».

Figlio di un appuntato di pubblica sicurezza, il compianto Carmelo Suraci, anche il fratello dell’ex questore è poliziotto. L’ex numero di via Fiume, in passato, è stato anche vicecommissario del Reparto mobile di Bologna, capo della Squadra mobile di Novara e responsabile del commissariato di Cisterna di Latina. A Roma è rimasto per 22 anni, cominciando alla Dia e cambiando vari uffici e a L’Aquila, in Abruzzo, ha guidato il compartimento della polizia stradale dell’Abruzzo. «Ora vediamo come andrà quest’avventura – conclude Suraci – del resto non riesco mai a stare fermo e da quando sono andato in pensione mi sono dedicato sempre di più allo sport e alla palestra».

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