Gioco
Il dopo-alluvione: 120 milioni per 305 interventi anti-rischio
Dopo quattro anni e mezzo è stata chiusa la contabilità speciale dell’emergenza. L’assessora Monni: è la riprova che il settore pubblico può fare presto e bene
LIVORNO. Le cifre dicono tutto: 120 milioni di euro spesi per ridurre quanto più possibile il rischio alluvione, 305 gli interventi messi in preventivo e 287 quelli ultimati (mentre «altri 18 sono in fase di realizzazione e solo una parte residuale ancora da progettare»). È questo l’identikit dei lavori di messa in sicurezza che, dopo l’alluvione del 10 settembre di cinque anni fa, sono stati messi in elenco nel nostro territorio: è emerso nella riunione che, per la chiusura formale della contabilità speciale relativa all’emergenza, nella sala giunta di Palazzo Civico, ha visto protagonisti l’assessora regionale Monia Monni, il sindaco Luca Salvetti insieme alle assessore Giovanna Cepparello e Silvia Viviani e il consigliere regionale Francesco Gazzetti, oltre ai vertici della protezione civile regionale e del Genio Civile, Giovanni Massini e Francesco Pistone.
A distanza di oltre 1.600 giorni si tirano le somme di una serie di lavori sul fronte della tutela idrogeologica per evitare che un eventuale eccezionale evento atmosferico come quello della fine dell’estate 2017 possa avere conseguenze così devastanti sul nostro territorio: nessun livornese si è dimenticato quante vite umane siano state stroncate quella notte, quale onda di distruzione si sia abbattuta su imprese e abitazioni. Resta ancora da far partire il cantiere per uno degli interventi più significativi: quello che ridisegnerà gli ex Tre Ponti (ora in realtà sono cinque) per rimodellarli con una campata unica così da favorire quanto più possibile lo sbocco a mare del rio Ardenza. Era stato previsto di far decollare i lavori in questo mese, il via sarà spostato probabilmente a giugno.
«L’alluvione ha cambiato il volto della città – queste le parole di Monni – e con gli interventi finanziati e realizzati in meno di cinque anni abbiamo dimostrato che l’amministrazione pubblica può lavorare presto e bene: in questo modo abbiamo reso Livorno più sicura e vivibile».
Da aggiungere che c’è stata qualche protesta da parte degli abitanti nella zona dello stadio per via del nuovo canale a ciel aperto che passa sotto la curva nord dello stadio.
Per il sindaco Luca Salvetti fare il punto della situazione – era questo lo scopo dichiarato della riunione – offre l’opportunità di «comprendere come il nostro territorio sia ora più sicuro». A suo giudizio, gli interventi fatti sono stati «utilissimi anche per costruire i nostri strumenti urbanistici e il nuovo piano di Protezione Civile». Secondo quanto sottolineato dal sindaco nella riunione, i corsi d’acqua interessati sono i rii Maggiore, Ardenza, Chioma, Banditella, Felciaio e Ugione: «Adesso sono totalmente cambiati con un abbattimento dei rischi che la loro caratteristica torrentizia ha da sempre proposto», ha ripetuto il numero uno di Palazzo Civico tornano a ribadire quanto sia stata «significativa» la collaborazione tra enti e istituzioni «nell’ottica del massima tutela e sicurezza dei cittadini dopo una tragedia insopportabile come quella avvenuta nel 2017».
L’ingegner Francesco Pistone, dirigente del Genio Civile, mette l’accento sul fatto che stiamo parlando di un intervento complessivo che riguarda l’intera area dei corsi d’acqua livornesi: questo – tiene a sottolineare – ha portato a una visione complessiva con studi e ricognizioni in grado di darci un panorama puntuale dell’assetto idrogeologico di questo territorio». Per Pistone è stata «fondamentale» la condivisione dei criteri di studio: questo «ha permesso di ottimizzare gli investimenti, gran parte dei quali riguardanti il territorio urbano».
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