Il Tirreno

Livorno

Volontari in viaggio per portare il cibo ai profughi ucraini: «Felici di aiutare» - Le foto

Claudia Guarino
Le operazioni di carico (foto Daniele Stefanini/Silvi)
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Le operazioni di carico (foto Daniele Stefanini/Silvi)

Livorno, un mezzo della Misericordia di Antignano va in Polonia. I tre partecipanti: «Vi spieghiamo perché ci siamo proposti»

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LIVORNO Il faro è la volontà di fare del bene. Di aiutare gli altri. Di tendere una mano a chi ha bisogno. Anche se servono 18 ore di guida. Anche se non sanno che cosa troveranno una volta arrivati in Polonia. Venerdì 11 marzo tre autisti volontari della Misericordia di Antignano partono per Lublino, città a sud est di Varsavia, non distante dal confine con l’Ucraina. Si alterneranno alla guida per far arrivare a destinazione i prodotti destinati ai profughi. Hanno già caricato l’ambulanza con i pacchi di alimenti a lunga conservazione, coperte e farmaci donati dalla cittadinanza.

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Il più giovane volontario che intraprenderà questo viaggio è Mauro Bacchiocchi. Lui di anni ne ha 23 e sta svolgendo il servizio civile con la Misericordia di Antignano. «Ho deciso di propormi perché credo che questa sia un’esperienza da fare – racconta il giovane –. Do volentieri una mano, quando possibile». Mauro dice che non lo spaventa un viaggio così lungo. «Durerà 18 ore e guideremo un po’ per uno. Ci fermeremo solo a fare benzina».

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L’unica tappa prevista è il centro regionale Mercafir di Firenze da cui, poi, la carovana delle Misericordie delle province di Livorno (tra cui Antignano e via Verdi) e Pisa partirà per l’estero. A bordo del mezzo in partenza da Antignano ci sarà anche Giordano Gennari, che ha 63 anni e si è spesso occupato di protezione civile. «È un viaggio che faccio volentieri e con entusiasmo, anche se non sarà breve – dice il volontario –. Credo che (una volta a Lublino, ndr) arriveremo in un centro di raccolta dove depositeremo i pacchi. E credo che il nostro compito si esaurisca qui». Ma non è detto. «In caso di necessità potremmo anche trovarci a dare assistenza diretta alla popolazione, essendo soccorritori di livello avanzato».

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E se qualcuno volesse lasciare la Polonia per arrivare in Italia? «Può anche darsi – spiega Gennari – che ci dicano di fare da navetta per portare a Livorno i profughi in fuga dall’Ucraina. Una possibilità, questa, che sicuramente ci troverà preparati».

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Il terzo volontario in partenza per la Polonia è Edoardo Bacci, 55 anni. Lui ha deciso di proporsi per il viaggio perché «so cosa significa – racconta –. Ho avuto un’esperienza passata molto simile in Sudafrica e avendo già vissuto una situazione del genere (di guerra, ndr) capisco le problematiche che stanno affrontando gli ucraini: soprattutto le donne e i bambini».

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Dunque, pacchi “in spalla” e rotta verso la Polonia. «Partecipare a questo viaggio è stata una scelta, per così dire, istintiva – aggiunge Bacchiocchi –. Ho iniziato a fare volontariato dopo il lockdown e per me è una grande passione. Durante il Covid ci siamo trovati a subire una situazione in maniera passiva. Adesso invece possiamo fare qualcosa. Possiamo scegliere non rimanere passivi di fronte agli eventi che ci capitano intorno. Ecco perché domani (oggi, ndr) parto». Insieme a lui gli altri volontari e le volontarie delle Misericordie di Livorno. Tutti in marcia verso Lublino. Per portare cibo e abiti al centro di assistenza gestito dalla Chiesa cattolica. È qui che i volontari incontreranno i profughi ucraini in fuga dalla guerra.

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di Redazione web