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Fossi neri in Venezia, Arpat risolve il mistero: «La causa è un’alga»

Fossi neri in Venezia, Arpat risolve il mistero: «La causa è un’alga»

L'agenzia per la protezione ambientale: «Non produce tossine»

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livorno. Un’alga. Ecco che cosa ha reso l’acqua dei fossi nera. È quanto emerge dalle analisi effettuate da Arpat sui campioni di liquido prelevati nei giorni scorsi agli Scali Finocchietti, agli Scali delle Macine e al ponte all’angolo con via Castelli. «La colorazione rilevata – scrive Arpat in una nota – non è dovuta ad agenti inquinanti, ma è riconducibile alla fioritura di Thalassiosira nordenskioeldii ». Cioè a un’alga, «che in fioritura determina una colorazione marrone delle acque ma che non è produttrice di tossine. È possibile ipotizzare che la minore circolazione dell'acqua dei fossi medicei abbia reso disponibili più nutrienti che, collegati al maggiore irraggiamento solare e alla temperatura dell'acqua, possa aver contribuito all'instaurarsi di questa particolare fioritura». Mistero risolto, dunque. «Ringrazio Arpat – dice l’assessora Giovanna Cepparello – per la preziosa collaborazione». Ricordiamo che lunedì saranno riattivate, da parte dell’Autorità di sistema portuale, le pompe idrauliche.

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