Gioco
«Gasolio alle stelle, noi autotrasportatori siamo strangolati dai rincari record»
Appello di una galassia di imprese che lavorano in porto Allarme Cna: probabile un fermo già nei prossimi giorni
LIVORNO. Il prezzo del gasolio la rincorsa aveva cominciato a prenderla perlomeno a fine estate: agli inizi di ottobre in un campione di stazioni di servizio della nostra città prese in esame dal Tirreno il prezzo medio del gasolio era già salito da 1,462 a 1,516 euro al litro con un rincaro di oltre tre punti e mezzo nel giro di quattro settimane. Adesso lo standard dei prezzi è entrato in orbita, e ovviamente non per volontà del gestore di questa o quella pompa di carburante: ieri gli importi indicati dall’Osservatorio prezzi del ministero indicava per Livorno uno standard al di sopra dei 2 euro al litro nella stragrande maggioranza dei casi (e talvolta perfino oltre la soglia di 2,30 al litro in modalità self). Tradotto: in sei mesi il costo medio del gasolio è aumentato del 42%. Teniamo presente che, come segnalano i diretti interessati, un camion fa attorno a tre chilometri con un litro e il serbatoio contiene da 600 litri a quasi il doppio. Dunque, negli ultimi sei mesi il pieno costa da 350 a 650 euro in più ogni volta…
Ecco perché dal quartier generale degli artigiani Cna arriva il grido di dolore delle imprese di autotrasporto: «L’aumento ormai quotidiano del costo del gasolio sta uccidendo il nostro settore e se non interverrà immediatamente il governo è probabile un fermo della categoria già dai prossimi giorni». Parola di Massimo Angioli, presidente di Cna Fita, l’associazione di rappresentanza che aggrega buona parte dell’autotrasporto nella nostra provincia. Lo fa per mettere sotto i riflettori questo problema e farne una questione da porre all’ordine del giorno per «le istituzioni, gli enti competenti in materia, la committenza operante nel porto di Livorno e le loro associazioni di rappresentanza, per le organizzazioni sindacali»: un modo con cui la Cna vuol far aprire gli occhi su quelle che dall’associazione di categoria chiamano «le gravi difficoltà cui stanno andando incontro le imprese del settore a causa dell’aumento dei costi di servizio».
Angioli ricorda che non si tratta soltanto dei prezzi di carburanti («salgono in modo spropositato ogni giorno») e neppure soltanto degli additivi: bisogna tener presente anche quel che accade sul fronte dei «costi dei pedaggi, delle manutenzioni, delle parti di ricambio, assicurazioni, acquisti, leasing e di tutte le componenti il costo del lavoro».
Un vasto arcipelago di imprese ha già aderito al documento inviato alle istituzioni e alla committenza. Si tratta di queste realtà operanti sul porto di Livorno, in particolare nel settore contenitori: 2Emme Trasporti, Autotrasporti Cusumano Giuseppe, Balint Autotrasporti, Cobra Logistic, Containers Fidenza, Cora Trasporti scarl, De.Ma. Trasporti srl, G.B. Trasporti srl, Gasperini Csc, Giovanni Reori, Gruppo S, Koleci Trasporti, Leghorn Company, Leghorn Trucks scarl, Lo.Gi. Transport srl, M&M Logistica e Trasporti, Martelli Transport, Monteleone Group, Rat, Sat srls, Settore Trasporti srl, Sgamm srl, Tanoroute srl, Tanuccio Reori, Tour Logistic srl.
Il coordinatore provinciale di Cna Fita, Alessandro Longobardi, fissa lo sguardo sul fatto che il ministero («anche su nostra richiesta») ha aggiornato il 22 febbraio scorso i “Valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio delle imprese di autotrasporto”: in tal modo sono stati in sostanza certificati «notevoli aumenti», al tempo stesso però – aggiunge – «la tabella è comunque già superata dall’aumento che i carburanti hanno avuto da gennaio ad oggi». Longobardi non ci gira intorno: «Pur non avendo natura cogente, tali valori rappresentano i costi di esercizio in difformità dai quali vengono meno gli idonei livelli di sicurezza stradale e sociale: sono due fattori su cui l’intera economia portuale e locale non può transigere». E le misure di sostegno previste dal ministero per aiutare la categoria – mette in evidenza – «risultano evidentemente insufficienti», rincara l’esponente dell’organizzazione degli artigiani.
Longobardi tiene a mettere in evidenza «il rispetto del libero mercato e della concorrenza leale»: anche le aziende di autotrasporto del territorio «per rimanere nella legalità e nella economicità della loro attività» si vedono «obbligate intanto ad allineare le proprie tariffe all’aumento costante dei costi di esercizio, come già successo per molti settori operanti sul porto di Livorno». E non è tutto: o l’andamento del costo dei carburanti sarà contrastato entro brevissimo tempo da un intervento da parte del governo o il settore dell’autotrasporto «sarà costretto a fermarsi già dai prossimi giorni».
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