Il Tirreno

Livorno

il racconto

Anziana caccia di casa i due truffatori: «Ecco come ho fatto a farli scappare»

Stefano Taglione
Il cartello affisso all'ingresso del condominio di via Piemonte, in Coteto
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Il cartello affisso all'ingresso del condominio di via Piemonte, in Coteto

Livorno, il racconto di una donna di 89 anni che ha fatto entrare i due giovani nel suo appartamento di Coteto: «Dicevano di conoscere mia figlia»

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LIVORNO. È riuscita a mettere in fuga i ladri-truffatori, dopo che aveva aperto loro la porta di casa. «Tranquilla signora, siamo amici di sua figlia», le uniche parole pronunciate dalla coppia di giovani che, attorno alle 10.15 di giovedì 10 marzo, ha avvicinato un’ottantanovenne livornese mentre stava per rientrare nel suo appartamento di via Piemonte, nel quartiere di Coteto.

Scortata per le scale, dopo essere stata “intercettata” mentre parlava sul pianerottolo con alcuni dirimpettai, li ha fatti accomodare in salotto credendo nella loro buonafede. Senza mai perderli di vista. Poi, istante dopo istante, si è fatta sempre più scrupoli. Facendosi mille domande. E smascherandoli: «Ho sbagliato perché non dovevo farli entrare in casa, quindi proprio brava non sono stata – ammette parlando, ancora scossa, al Tirreno attraverso il citofono – ma una volta dentro li ho sempre tenuti d’occhio. Hanno fatto in tempo ad aprire un cassetto, ma non hanno rubato niente. Di questo ne sono sicura».

Fondamentale l’intervento dei vicini, che sentendo che qualcosa non andava hanno ulteriormente spaventato i due giovani, sgattaiolati a passo svelto giù per le scale. «Hanno finto di conoscere chi poteva essermi vicino – prosegue l’anziana, che in casa abita da sola – Non li avevo mai visti prima, erano due ragazzi normali, sicuramente italiani. Indossavano la mascherina chirurgica, lui un paio di occhiali e un berretto. Inizialmente non pensavo che potessero essere dei ladri».

Invece lo erano. Eccome. Forse si erano appostati sotto lo stabile, poco lontano dalla caserma dei vigili del fuoco e dall’ingresso della Variante che avrebbero utilizzato come rapida via di fuga in auto, aspettando di intercettare colei che pensavano potesse essere una cosiddetta “persona debole”, facile da truffare. Che tanto debole, per fortuna, non si è rivelata. «Come sono entrati? Erano al portone e un’inquilina, notandoli suonare i campanelli, li ha aperto pur non avendoli mai visti prima – ricostruisce la signora – Io in quel momento stavo parlando con un abitante del primo piano, quindi me li sono visti arrivare e hanno cercato di raggirarmi accompagnandomi, purtroppo con successo, nel mio appartamento. Ero appena tornata da una passeggiata in via Toscana».

Subito dopo lo choc la donna ha trovato la forza di raccontare ciò che era accaduto ai vicini che, all’ingresso del condominio, hanno appeso un grosso cartello bianco con scritte nere e rosse per attirare l’attenzione degli altri residenti e mettere in guardia tutti sul pericolo scampato: «Tenete sempre chiuso il portone. Non aprite a nessuno sconosciuto. Un condomino ha subìto un tentativo di furto il 10 marzo 2022».

Poi, allertati dai condomini attraverso il 112, in via Piemonte sono intervenuti i carabinieri. «Ho aspettato i militari – prosegue l’ottantanovenne – insieme a una mia vicina di casa, che mi ha tranquillizzata. Inizialmente ero chiaramente molto scossa ed è tutto il giorno – dirà poi a tarda sera – che ricevo tantissime telefonate da amici e parenti. Voglio rasserenare tutti: per fortuna sto benissimo». Gli operatori della pattuglia, giunti in pochissimi minuti, hanno parlato sia con l’anziana che con la vicina. Cercando di fare l’identikit dei truffatori. «I consigli che posso dare a chi si trova in una situazione come questa? – conclude la signora – Non aprite mai la porta. A me è andata bene, ma se non li portavo in casa sarebbe stato ancora meglio».

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di Redazione web