Gioco
Onorato chiama Draghi «Il mistero del ministero, non dà l’ok al piano per loro più conveniente»
L’armatore tenta di dribblare Giorgetti Oggi incontro con i commissari per evitare in extremis il fallimento
LIVORNO. Oggi è previsto il nuovo faccia a faccia (decisivo?) fra il gruppo Onorato e i commissari che hanno in mano quanto resta dell’ex Tirrenia pubblica dopo la privatizzazione. In ballo l’ok dei commissari che hanno da riscuotere dal gruppo armatoriale napoletano la seconda metà di quanto dovuto: e fin qui sarebbe un normale rapporto fra debitore e creditore in una compravendita, ma in realtà stiamo parlando del via libera che consentirebbe alla flotta di Vincenzo Onorato di rimanere a galla e evitare il patatrac. È quel che c’è in gioco oggi: però dietro i commissari c’è la volontà del ministero dello sviluppo economico.
In extremis l’armatore ha pubblicato sul proprio profilo Facebook una lettera aperta che chiama in causa i vertici del governo: destinatario il presidente del consiglio Mario Draghi ma anche il sottosegretario di Palazzo Chigi, Roberto Garofoli, i ministri Giancarlo Giorgetti (sviluppo economico) e Andrea Orlando (lavoro), oltre a Matteo Bianchi, che è alla segreteria tecnica del dicastero del lavoro. Obiettivo: coinvolgere Draghi per ripetere che è «davvero difficile comprendere» come mai il ministero dello sviluppo economico, «contrariamente a quanto fatto per altre realtà imprenditoriali» del Paese, «con tutta evidenza» non consenta di raggiungere un «accordo che comporterebbe il mantenimento» (a cominciare dai «circa 6mila posti di lavoro») di un gruppo armatoriale del quale ha poco prima ha indicato le cifre che ne fanno «una delle più importanti infrastrutture italiane, la prima per il trasporto su mare».
In realtà, così come aveva fatto tanto nell’intervista al Tirreno come in vari messaggi social, per Onorato non è affatto inspiegabile la volontà politica del ministero guidato dal leghista Giancarlo Giorgetti: dipende dal fatto che il numero uno del Carroccio Matteo Salvini è amico personale del principale concorrente di Onorato. Una interpretazione che il gruppo Grimaldi ha a più riprese respinto al mittente con forza. Non solo: in passato Grimaldi ha detto di esser pronto a sostituire il tipo di servizio che fa Onorato, e quest’ultimo ha contrattaccato replicando che Grimaldi non rispetta la clausola sociale e dunque una folla di marittimi rischia di perdere il lavoro.
Nella lunga missiva affidata ai social l’armatore riprende il confronto fra la proposta di concordato e quel che i commissari ricaverebbero in caso di fallimento: secondo Onorato, non avrebbero più del 18-20% (a fronte dell’80% previsto dall’offerta fatta nel concordato). È vero che già in precedenza gli Onorato avevano provato a chiamare in causa Draghi ma senza riuscirvi.
Mauro Zucchelli
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