Gioco
«Donne al lavoro in porto, basta pregiudizi»
Venerdì in Comune l’iniziativa della commissione sulle pari opportunità. Camici: «La figura femminile è fondamentale»
LIVORNO. Analizzare il lavoro femminile e inquadrare la figura della donna in ambito portuale. Venerdì alle 15, il Comune apre le porte a un’iniziativa dal titolo “Donne e portualità”. Iniziativa presentata nel salone del circolo Pd di Salviano alla presenza, tra le altre, di Francesca Cecchi, presidente dell’ottava commissione “Diritti, pari opportunità, differenze di genere”, Libera Camici, vicesindaca, e Barbara Bonciani, assessora al porto.
«Per la festa dell’8 marzo - dice Cecchi -, abbiamo deciso con altre componenti della commissione di analizzare la situazione del lavoro femminile. Sappiamo che non è un momento facile per le donne, specie dopo la pandemia. Livorno, essendo una città di mare, ha nell’ambito portuale un bacino di lavoro con grosse potenzialità. E volevamo fare una riflessione che coinvolgesse tutti gli attori protagonisti, lavoratori e lavoratrici, cercando di individuare i problemi delle donne sia a livello quantitativo che qualitativo. Ognuno porterà il suo punto di vista sulle varie questioni. E da lì chiederemo al sindaco e alla giunta di fare un percorso coinvolgendo gli assessori competenti per definire quali sono gli elementi programmatici per lavorare in maniera da poter integrare il porto alla città, con la donna al centro».
Camici sottolinea come l’uguaglianza di genere nell’ambito lavorativo è ancora ben lontana da essere raggiunta. «Quello che ci auspichiamo nello specifico, in un ambito così centrale per la nostra città, è che, con la sottoscrizione del patto di parità da parte di Assoporti e di tutte le Autorità di sistema portuali, si possa effettivamente mettere in campo tutta una serie di risposte alle necessità della donna, in un ambiente dalla tipologia lavorativa considerata non incline al genere femminile. Non tenendo conto di tutta una serie di processi di innovazione, registrati negli ultimi anni, che hanno portato a un cambiamento radicale. Non ritenendolo più un lavoro prettamente di facchinaggio. La donna può dare una grande spinta all’economia marittimo-portuale, inserendosi a pieno titolo nelle attività del ciclo produttivo».
L’assessora Bonciani evidenzia alcuni dati sconcertanti. «Una mozione, la nostra, che segna l’inizio di un percorso da affrontare tutti insieme. Serve un cambiamento culturale. Nel 2021 la disoccupazione femminile si attesta al 49%. Siamo bandiera nera in Europa. Il fatto che le donne siano fuori dal sistema economico costituisce un danno, specie per loro le competenze». E prosegue: «In ambito portuale la presenza femminile è pari all’8%, mentre all’interno delle autorità di sistema sale al 43%, ma solo il 5% è impegnato in ruoli di tipo dirigenziale. Ancora oggi prevalgono pregiudizi che considerano la donna poco adatta, mentre lo sviluppo delle nuove tecnologie ci dimostra che le donne sono già presenti, comprese quelle che svolgono la mansione di "gruista". E ci sono possibilità anche da remoto. ll porto deve diventare attrattivo nei confronti delle donne. E per questo occorre sviluppare un lavoro di sistema, sinergico, con la città».
I cittadini potranno seguire i lavori della commissione in diretta streaming sul canale YouTube “Consiglio comunale Livorno”.
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