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Riqualificazione delle Terme del Corallo di Livorno: convegni e mostre nella sala delle mescite
Ecco il progetto di restauro tra affreschi maioliche, colonnati e il ricordo delle teste di leone. All’interno dell’edificio troveranno sede anche alcune associazioni
LIVORNO. Un tempo era la sala mescita delle Terme del Corallo. Quei 195 metri quadri, una volta restaurati ad arte rispettandone la storia liberty, gli affreschi, le decorazioni e le bellissime maioliche che restano, diventeranno una sala per convegni, oppure per mostre temporanee (nello spazio rettangolare) e un’altra saletta sorgerà nell’area semicircolare dove un tempo si trovavano cinque teste di leone in ceramica che sgorgavano l’ acqua delle cinque sorgenti Vittoria, Preziosa, Corsia, Corallo, Sovrana.
Un altro spazio per i convegni e le iniziative a tema che in quel gioiello liberty di Angiolo Badaloni, inaugurato nel 1905, saranno organizzate. Una volta terminato questo primo, attesissimo, lotto dei lavori di recupero e riqualificazione delle Terme del Corallo. Che partiranno ad aprile. Questo racconta la relazione del progetto esecutivo realizzato dall’architetto Melania Lessi (aggiornata al gennaio 2021) che sarà portato a termine dalla società che ha vinto la gara di appalto del Comune, Frangerini Impresa srl che guida un pool di imprese (Lumar, Il Carro e Pt Color).
Restauro strutturale, architettonico, pittorico, impiantistico, decorativo, ripristino del giardino storico: questo prevede il primo intervento da 1,8 milioni (che durerà un anno e mezzo), propedeutico al maxi progetto degli Uffizi del Mare (con l’abbattimento del cavalcaferrovia).
Sfogliando le carte si parla del rifacimento dell’appartamento adiacente alla sala mescita: qui saranno realizzate uscite di sicurezza, bagni, due uffici che potrebbero essere utilizzati dalle associazioni nate per la valorizzazione del complesso termale. L’alloggio sovrastante diventerà casa del custode delle strutture. E ancora: la struttura adiacente al padiglione della mescita, sul lato nord, verrà demolita. Non è storica e deturpa l’immagine del complesso.
Oltre alla sala mescita è previsto il recupero di uno dei due colonnati, quello sullo stesso lato della sala mescite, ora in parte tamponati, per collegare il parco pubblico di via Orosi, già fruibile, al giardino storico oggetto del restauro.
Lo scopo? Restituirlo alla città. Questo, per la sua vicinanza alla sala polivalente. Le due storiche biglietterie all’ingresso, dopo il restyling, potrebbero diventare locali di supporto per gli eventi da organizzare nel giardino, ad esempio come deposito o eventuale biglietteria.
Ovviamente la rifunzionalizzazione degli ambienti della sala mescite prevede un totale rifacimento anche degli impianti, elettrici, di sicurezza, meccanici, si prevenzione incendi, di illuminazione esterna. E nella relazione si ribadisce che tutti i locali aperti al pubblico saranno privi di barriere architettoniche. Interamente accessibili, Nella “nuova” Sala della Mescita l'ingresso alla avverrà dal colonnato.
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