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Uccisa a 46 anni a Bastia, il cuore di Livorno si mobilita: «Si parte con la raccolta fondi»
Livorno, gli amici Dimitri Bertini e Mirko Garzelli si preparano per creare una carta prepagata intestata alla figlia Sandy: «Chiunque potrà contribuire»
LIVORNO. «Vogliamo aiutare Sandy e i suoi familiari». Tutta Livorno, nelle ultime ore, si sta mobilitando per sostenere economicamente i parenti più stretti di Alessandra Frati, la cuoca di 46 anni uccisa a coltellate nel suo appartamento di Bastia, in Corsica, da colui che la polizia francese ritiene fosse il suo fidanzato ma che la famiglia, in realtà, spiega come fosse solamente un amico, «quasi un figlio», come ha rivelato al Tirreno il fratello Andrea.
Nelle prossime ore, le modalità di adesione alla sottoscrizione, saranno più chiare. Per il momento ci sono state diverse telefonate fra Sandy Strazzabosco, la figlia della donna, e gli amici livornesi Dimitri Bertini e Mirko Garzelli, che la vogliono aiutare in tutti i modi e conoscevano benissimo la chef livornese, ex titolare del “Bar Roma” di piazza Roma. «Ho pensato di acquistare una carta prepagata a nome di Sandy – spiega Bertini – e poi scrivere un post sulla mia pagina Facebook con la foto di Alessandra, con tanto di Iban per i bonifici e le motivazioni della sottoscrizione che abbiamo intenzione di aprire. Ognuno potrà recarsi in qualsiasi tabaccheria e fare un versamento come offerta libera, naturalmente in relazione alle proprie possibilità economiche. Mi sembra una modalità trasparente per aiutare la famiglia ed evitare che vi siano passaggi di denaro in contanti. Sandy preleverà l’importo in Corsica e potrà quindi pagare le spese più urgenti».
In queste ore, la famiglia, sta sostenendo infatti spese ingenti: solo le sistemazioni alberghiere, anche se è inverno, sono salassi. Almeno 400 euro al giorno, infatti, stanno spendendo i sei parenti della vittima – oltre a Sandy e al fratello della donna, Andrea Frati, ci sono il fidanzato della figlia, la cognata e i genitori della quarantaseienne – nonostante stiano cercando le camere più a buon mercato.
Sulla morte della cuoca è intervenuto anche il sindaco Luca Salvetti: «Ho appreso con grande dolore la notizia del femminicidio efferato che ha visto come vittima una donna livornese in Corsica, e porgo le mie condoglianze ai familiari della vittima – ha spiegato – Naturalmente dobbiamo aspettare l’esito delle indagini prima di esprimersi nello specifico, ogni caso a sé, e per di più si tratta di un evento accaduto all’estero, quello che è certo è che questa tragedia si inserisce nel solco di una escalation di femminicidi, nel nostro Paese ma anche in altri paesi europei. Un fenomeno, quello della violenza sulle donne, che merita di essere affrontato a tutto campo, con azioni di prevenzione e di rieducazione degli uomini violenti. Studi recenti dimostrano infatti quanto sia importante prevenire, agendo sulle radici della violenza maschile sulle donne oltre, naturalmente, creando una rete di sostegno per donne maltrattate, che a Livorno non manca, anche se purtroppo non sempre è risolutiva».
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