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la riorganizzazione

Poliambulatorio, cantiere lumaca. Ecco come diventerà e quanto bisognerà aspettare

Giulio Corsi
Poliambulatorio, cantiere lumaca. Ecco come diventerà e quanto bisognerà aspettare

La struttura fu chiusa nel 2019. ma i lavori sono iniziati solo un anno fa

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LIVORNO. 18 febbraio 2019: era un lunedì e l’Asl chiudeva i cancelli del padiglione 24, lo storico poliambulatorio. La maggior parte dei servizi veniva spostata al 7° padiglione, a partire dal Cup e dal centro prelievi, mentre Diabetologia trovò sede al 4°. I lavori dovevano durare 30 mesi. Siamo arrivati al 36esimo ma ancora, passando da viale Alfieri, si può notare che molto è da fare. Gli operai ci sono, lavorano all’interno. L’unica cosa sistemata, fino a questo momento, sono i muri perimetrali, dalla Camera mortuaria al palazzo principale degli Spedali Riuniti. Un bel restauro che dona decoro all’esterno dell’ospedale, ma che si interrompe proprio nello spazio antistante il padiglione 24, rientrando in un altro appalto.

APERTURA 2024, FORSE...
Quanto ci vorrà ancora per riavere il poliambulatorio? Il termine, sul cartellone esterno al cantiere, è fissato al 30 marzo del 2023. Ma a quanto pare l’Asl ha messo in preventivo altri ritardi. «Avranno una durata tra i 36 e i 42 mesi– dice Cinzia Porrà, direttrice dei distretti sanitari di Livorno -. Sono iniziati solo l’anno scorso, nonostante lo svuotamento fosse stato avviato ben prima». Insomma, l’ipotesi è di riavere il poliambulatorio nel 2024. Praticamente non molto prima che nasca il nuovo ospedale all’ex Pirelli, sempre che i tempi per il monoblocco che sarà eretto in via della Meridiana non seguano la velocità del distretto di Ardenza, o dello stesso poliambulatorio…

Ormai i livornesi sono abituati a questa tempistica. E va detto che nel caso del poliambulatorio il disagio è stato tamponato con lo spostamento dei servizi al 7° padiglione. Al quale però – in tempo di pandemia – si accede con un percorso lungo, soltanto attraverso l’ingresso degli Spedali Riuniti, anziché dal più comodo cancelletto tra ospedale e obitorio.

IL MAXI DISTRETTO
L’edificio affacciato sul viale Alfieri diventerà un nuovo maxi distretto sanitario, anzi per usare l’ultima terminologia varata dal governo, una Casa della Comunità. E rappresenterà il cuore della riorganizzazione di tutta la sanità territoriale. «Saranno 7 le Case della Comunità che abbiamo previsto, nell’ambito del Pnrr tra Livorno e Collesalvetti», spiega Porrà. Ad oggi, di queste strutture, annunciate da anni con enfasi (col vecchio nome di Case della Salute) ne esiste una sola, a Stagno. Tanto che la zona di Livorno è quella più sguarnita di tutta l’Asl e di buona parte della Toscana. «È l’occasione per rimettersi al livello degli altri territori», dice Porrà.

All’ex poliambulatorio nascerà l’hub di queste 7 Case della Comunità: «Farà da punto di riferimento alle altre case della comunità e tutte saranno interconnesse con la struttura ospedaliera». Sarà aperto 7 giorni su 7 h24 e vi troveranno sede equipe multiprofessionali formate da medici di famiglia,pediatri di famiglia, guardie mediche, specialisti ambulatoriali, infermieri e altre figure sanitarie e sociosanitarie. È prevista la presenza medica 24 ore su 24 e la presenza infermieristica h12 7 su 7. Oltre al punto prelievi, attività di screening, servizi diagnostici finalizzati al monitoraggio della cronicità (ecografie, elettrocardiografie, retinografie, spirometrie) anche attraverso strumenti di telemedicina. E ambulatorispecialistici per le patologie prevalenti (cardiologo, pneumologo, diabetologo).

60 POSTI LETTO
Nel progetto dell’Asl il nuovo poliambulatorio sarà anche il centro della Cittadella della Salute che nascerà nei padiglioni nord (4-5-6-7-8) dell’ospedale, quando sarà costruito il nuovo monoblocco. «Alla fine del percorso andremo a colmare un punto dolente della sanità livornese, i posti letto di cure intermedie», sottolinea Porrà. Posti che prima erano ospitati nell’ospedale di comunità al 10° padiglione e poi con l’emergenza Covid sono stati spostati a Villa Tirrena. «Al momento abbiamo 34 posto letto dedicati alle cure intermedie – dice la direttrice dei distretti –. Dovremo salire a 80 posti letto e lo faremo in questo modo: aprendo due moduli di cure intermedie al 5° padiglione per un totale di 40 posti di media intensità. E altri 20 all’8° padiglione, in collegamento diretto con l’ospedale volti alle cure intermedie di maggior intensità, a percorsi di riabilitazione funzionale, neurologica e fasi di ricovero posst acuzie». Ora, come noto, al 5° ha sede, tra le altre, la medicina sportiva e la riabilitazione (senza letti), all’8° l’area materno-infantile.
 

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