Il Tirreno

Livorno

solidarietà

Il bar ucraino di via Garibaldi raccoglie alimenti: «Li carichiamo sui bus. Un modo per aiutare la nostra gente»

Claudia Guarino
Il bar ucraino di via Garibaldi raccoglie alimenti: «Li carichiamo sui bus. Un modo per aiutare la nostra gente»

Al Safari i prodotti regalati dai livornesi. Si raccoglie cibo a lunga conservazione

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Un giorno si è svegliata e ha visto le immagini delle bombe russe sull’Ucraina. Come tutti noi. Solo che per lei l’Ucraina è casa. Orysia Dmytruk viene da Vladimir - Volonskii, una città che dista pochi chilometri dal confine polacco. Vive a Livorno da 10 anni e qui sta bene, si trova a suo agio. Ma adesso il pensiero vola oltre il confine, ai suoi cari rimasti intrappolati sotto la minaccia delle bombe. «I primi giorni c’erano solo le lacrime – racconta –. La sorella di mio marito è a Kiev e non ci davamo pace. Poi, mi sono detta, “calmati”. Il mondo si sta mobilitando per aiutare l’Ucraina e dobbiamo farlo anche noi». Quindi Orysia ha deciso di organizzare una raccolta di alimenti da inviare al suo Paese. «Per i nostri soldati e per i civili».

Ha quindi coinvolto la titolare del bar Safari, Iryna Rodych, e suo marito Gennadiy Orlov. Così il locale al civico 197 di via Garibaldi è diventato una specie di centro di raccolta e smistamento per i prodotti donati. «Sono molto contenta perché in tanti hanno deciso di donare qualcosa per il popolo ucraino».

Ieri mattina nel bar c’erano diversi scatoloni. «Principalmente raccogliamo cibo. Anche qualche medicina, ma non molte perché i farmaci che si possono portare oltre il confine sono pochi». Negli scatoloni appoggiati accanto ai tavoli del bar ci sono biscotti, cartoni di latte e succhi di frutta. Alimenti a lunga conservazione, dunque. Ma anche pannolini, saponi e prodotti per l’igiene personale. Non vengono invece raccolti abiti. «Ci auguriamo che la guerra non duri così tanto da lasciare gli ucraini senza vestiti».

Orysia ha pensato proprio a tutto. Non solo alla raccolta, ma anche al trasporto e alla distribuzione. «Carichiamo gli scatoloni sui pullman – racconta –. Oggi (ieri, ndr) ne arriva uno alla stazione ferroviaria e porteremo lì i prodotti. Talvolta capita che non passino da Livorno e allora portiamo tutto a Cecina. Sono pullman gestiti da privati che prima trasportavano persone dall’Ucraina all’Italia e viceversa. Adesso si sono ritrovati fuori dal paese e trasportano gli aiuti».

Ma una volta arrivati a destinazione, che ne sarà dei prodotti donati? «Ho trovato dei pullman che vanno in Polonia e Romania – prosegue la giovane – . Il cibo che arriva in Romania rimane lì, a disposizione di chi ha trovato rifugio. Altri autobus, invece, si fermano alla frontiera con la Polonia e i pacchi vengono presi in consegna da alcune associazioni umanitarie con cui ho preso contatti». Insomma, tutte le tappe sono delineate. Dalla partenza all’arrivo. «In questo modo vogliamo essere utili alla nostra gente». Orysia lavora come addetta alle pulizie e la prima volta che è arrivata a Livorno, anni fa, era in vacanza. «Mia mamma stava qui ed ero venuta a trovarla». Poi ha trovato un lavoro, ha avuto un figlio e ha deciso di rimanere: «io e mio marito abbiamo pensato che avrebbe avuto un futuro migliore qui piuttosto che in Ucraina». Ma il cuore va oltre il mare, specialmente in questi giorni così difficili. «Dovevo fare qualcosa. Sono contenta delle donazioni che abbiamo avuto e ho saputo che anche altri negozi hanno deciso di organizzare una raccolta simile». Al bar Safari insieme a Orysia c’è anche Svetlana. «Ci siamo conosciute qui, per la raccolta. Le ho raccontato quello che stavamo facendo e ha deciso di aiutarci. Per l’Ucraina. Per la nostra gente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web