Il Tirreno

Livorno

Condannata per il "buco" in Comune: «Presenze inopportune mentre l’ex economa sottraeva il denaro»

Matteo Scardigli
Da sinistra Massimo Petri, Alessandro Perini, Massimo Ciacchini e Carlo Ghiozzi
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Da sinistra Massimo Petri, Alessandro Perini, Massimo Ciacchini e Carlo Ghiozzi

Collesalvetti, la Lega contro la commissione d’indagine affidata alla maggioranza: «Con la rotazione del personale, Gagliardi avrebbe “rubato meno”» 

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COLLESALVETTI. All’indomani della condanna dell’ex economa del Comune di Collesalvetti Francesca Gagliardi la Lega provinciale punta il dito contro la commissione d’inchiesta interna al municipio, sollevando pesanti interrogativi sull’operato delle ultime due giunte.

Tre i punti cardine del Carroccio: la gestione della commissione d’inchiesta, affidata alla maggioranza piuttosto che all’opposizione; il meccanismo dei controlli che ha permesso all’economa di sottrarre 659mila euro in nove anni; e – soprattutto – la presenza costante di una ex figura del Comune nelle stanze di Gagliardi. «Il Pd ha tenuto la commissione per sé, producendo un documento che declassa l'accaduto a “incidente di percorso” sottovalutandone intenzionalmente la gravità», premette Massimo Ciacchini, capogruppo leghista nel consiglio colligiano.

«Una questione che denunciamo politicamente», ribadisce il suo omologo livornese, Carlo Ghiozzi (che presiede la commissione labronica sul caso di Marco Nencioni), e poi aggiunge: «Nel Ptpct del Comune (il piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza) la parola “rotazione” compare ben 47 volte, ma è evidente che con Gagliardi la rotazione non c’è stata».

«È impossibile che nessuno si sia reso conto di cosa stava facendo», insiste poi Massimo Petri, ex dipendente del municipio di Colle e componente del consiglio direttivo della Lega colligiana, che poi lancia “il macigno”: «Per almeno un anno e mezzo, a cavallo fra il 2016 e il 2017, nel suo ufficio faceva presenza fissa una ex funzionaria del Comune, pensionata, che “lavorava” come fosse una dipendente. Una presenza – sottolinea – quantomeno inopportuna».

La Lega adombra quindi un elemento che potrebbe allargare a macchia d’olio la responsabilità sull’accaduto, considerando anche modi e tempi con i quali la dipendente subentrata poi all’ex economa (mettendo, necessariamente, le mani tra le sue carte) si sarebbe allontanata dal Comune. «Ringrazio Ciacchini e Petri per il loro lavoro, che la procura farebbe bene a leggere sul Tirreno», riassume Alessandro Perini consigliere comunale livornese del Carroccio e capogruppo in consiglio provinciale, che infine conclude: «Inevitabile il paragone con il “nostro” caso Nencioni. Certo Collesalvetti è un Comune più piccolo, e quindi l’“esplosione” è più grossa; ma comunque indicativa della fragilità di un’amministrazione quando le norme non vengono applicate con attenzione».
 

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