Gioco
Skate park che non c’è, i bimbi al sindaco: «Ti sei dimenticato? Vieni a conoscerci»
Centinaia di piccoli grandi atleti a rotelle aspettano da anni. «Vogliamo fare il nostro sport a Livorno, e non da abusivi»
LIVORNO. «Sindaco ti sei dimenticato di noi e del nostro sport? Vieni a conoscerci per vedere cosa facciamo», lui è Giacomo. Caschetto, protezioni e tavola da skate, ha appena finito il suo allenamento. Accanto a lui c’è Matilde: «Per imparare e diventare bravi abbiamo bisogno del nostro spazio per divertirci, come tutti gli altri sport». Hanno otto anni. Come Giampaolo, Tommaso, Olivia e Greta: anche loro si rivolgono al primo cittadino: «Vorremmo diventare bravi in questo sport e magari andare alle Olimpiadi, non ci obbligare ad andare sempre fuori in altre città che hanno skate park». Loro sono alcuni dei piccoli atleti dell’ associazione sportiva Kiss the rail, scuola di skate che nel giro di sei anni ha visto passare circa 350 giovani e giovanissimi. È solo una gocce del mare degli sportivi a rotelle - migliaia - che da anni aspettano (prima fiduciosi, adesso amareggiati) quello skate plaza, quel parco pubblico dedicato agli sport a rotelle (skate, monopattino, bici, pattini). Che da anni si allenano senza sede. Di fatto itineranti e abusivi (e spesso cacciati) dai luoghi in cui possono “scivolare”, “saltare”, imparare e migliorare. Luogo come la terrazza dei Tre Ponti, la pistona del Parterre (inclusa nel progetto del nuovo ospedale) e il parco di via Corcos che è illuminato e permette di allenarsi anche quando viene sera.
Sono proprio loro, i diretti interessati, a lanciare un messaggio al sindaco Luca Salvetti e all’assessora Silvia Viviani. Perché loro? Perché il popolo a rotelle e l’associazione-scuola Kiss the rail da loro stanno aspettando risposte. Tempi. Inizio dei lavori per quel progetto già finanziato (350mila euro) e già appaltato a una ditta che attende di partire. «Passano i compleanni ma lo skate park ancora non si vede», continuano i bambini che 2, 3 volte a settimana si allenano con istruttori professionisti e formati.
«In troppi pensano che lo skate boarding sia un “giochino”, invece è una cultura altamente formativa con un indotto di centinaia e centinaia di persone, per questo ci farebbe tanto piacere che il sindaco venisse ad incontrare i nostri piccoli, grandi atleti. per conoscerli, per capire che cosa fanno, le loro ambizioni verso questo sport che nel 2021 ha debuttato alle Olimpiadi», rilancia l’appello dei bambini il presidente dell’associazione Paolo Ciriello.
E tra i bambini dell’associazione sportiva c’è, appunto, anche chi vorrebbe proprio andare alle Olimpiadi. Con quella disciplina che a Livorno sembra, se non ignorata, comunque messa da una parte. Perché da troppi anni si aspettano lavori che non partono mai. Da troppi anni questa realtà che catalizza centinaia di sportivi e appassionati, di fatto non sa dove andare. E tra i posti più idonei, come la terrazza dei Tre Ponti, è capitato più di una volta di ricevere multe e vedersi sequestrare rampe di fortuna e attrezzature fai da te per poter allenarsi. «Facciamo un sacco di fatica per coltivare questa nostra passione – continua Amedeo, 16 anni, – e non è giusto correre il rischio, ogni volta, di essere cacciati dai posti perché disturbiamo. Mi unisco al coro dei bambini: sindaco viene a vedere quanti siamo e cosa facciamo». Insomma un disastro per uno sport che dovrebbe essere considerato alla stregua degli altri. Rilancia l’appello anche babbo Riccardo che ha appena finito di vedere l’allenamento della figlia ai tre ponti: «È una realtà importante la nostra, con istruttori formati e preparati: c’è veramente bisogno di iuno spazio dedicato, dove praticare questo sport all’aria aperta che è socializzazione, divertimento. Dovrebbe essere considerato come gli altri sport».
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