Toscana
Studenti in pellegrinaggio a Montenero, c’è anche chi imbratta scalinata e cappella votiva
I gradini in pietra riempiti di scritte firmate dalle classi. Don Luca: «Danno grande, venite ma non fate i vandali»
LIVORNO. «Ragazzi venite a Montenero ma non imbrattate il Santuario. Ora come fanno a tornare pulite queste scale, è un danno grande...». Don Luca Giustarini a Montenero è una specie di sindaco. Insieme agli altri monaci vallombosani si prende cura del Santuario, un pezzo di storia della città e della Toscana, con il suo altare dedicato alla Madonna delle Grazie e la sua galleria di ex voto, una delle più grandi e importanti raccolte di Italia.
Don Luca è abituato ad accogliere decine di visitatori ogni giorno. Ci sono i parrocchiani, i fedeli, i turisti, singoli e comitive che arrivano nel punto più alto di Montenero da ogni parte di Italia. Per pregare o anche solo per visitare il Santuario, camminare nella galleria degli ex voto, visitare la chiesa.
Gli studenti a Montenero non sono mai mancati, come racconta lo stesso priore. Ne arrivano da sempre, da varie zone della Toscana. «Ma è la prima volta che accade una cosa così, non era mai successo...», ripete don Luca scuotendo la testa, mentre indica le scritte a pennarello nero comparse sulla scalinata bianca che porta al Santuario.
Di scritte ce ne sono parecchie, piccole o a caratteri cubitali. E in effetti sono quasi tutte datate 2021-2022, o proprio febbraio 2022. In pratica alcune delle classi che negli ultimi giorni hanno fatto visita al Santuario per chiedere la famosa grazia in vista dell’esame di maturità, hanno immortalato la giornata con una scritta personalizzata: in qualche caso la semplice sezione, tipo 5°A, 5°B e così via, accompagnata dalla data della trasferta, dal nome della scuola e la città di provenienza (si legge Pontedera, Cascina, San Miniato, in un caso Empoli). Per la serie “siamo stati qui”. In altri casi ci sono frasi più lunghe, firme, cuori, punti esclamativi, formule portafortuna («mandacela buona!»).
Non sono scritte fatte per offendere. Sembrano semmai il tentativo di lasciare un’impronta, di immortalare un momento bello come la trasferta con gli amici nell’ultimo anno di scuola superiore. Scritte fatte, insomma, senza pensare troppo alle conseguenze.
Il problema è che siamo sulla scalinata in pietra di uno degli edifici simbolo del culto mariano, non solo un tempio di spiritualità ma anche una testimonianza storica importante.
Tra l’altro le stesse scritte con i pennarelli indelebili di colore nero ora ricoprono anche gran parte della base su cui poggiano i ceri votivi, nella cappella esterna al Santuario.
«Queste si possono togliere, per quelle sulla scalinata in pietra, invece, sarà un problema», ripeteva la mattina scorsa uno dei monaci.
Così don Luca lancia un appello. «È la prima volta che accade una cosa così. Di solito gli studenti vengono, fanno tutti i loro giri nella piazza, poi accendono un cero, ci scrivono sopra il numero». Quindi? «Quindi ragazzi venite, ma non fate i vandali».
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