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Livorno

L'INCHIESTA

Rivolta nel carcere di Melfi, 29 persone arrestate: l'operazione riguarda anche la provincia di Livorno

Il carcere di Melfi: qui si scatenò la rivolta
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Il carcere di Melfi: qui si scatenò la rivolta

Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Potenza hanno permesso di risalire all'identità di tutti i detenuti che si ipotizza abbiano preso parte alla sommossa

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LIVORNO. Per la rivolta nel carcere di Melfi durante la pandemia sono arrivati 29 arresti. Nel corso della sommossa, avvenuta il 9 marzo del 2020, personale sanitario e agenti della polizia penitenziaria furono sequestrati per circa nove ore.

Nell’ambito dell’inchiesta altre undici ordinanze furono eseguite nel mese di settembre del 2021 nei confronti di detenuti che non avevano proposto ricorso per cassazione: ora, dopo che la suprema corte ha rigettato i ricorsi sull'inammissibilità, ci sono stati i nuovi arresti.

Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Potenza hanno permesso di risalire all'identità di tutti i detenuti che si ipotizza abbiano preso parte alla rivolta.

Grazie all'immediato intervento delle forze dell’ordine fu possibile arrivare alla liberazione degli ostaggi riconducendo i rivoltosi in cella, dopo una lunga trattativa durante la quale i fautori della sommossa avevano anche steso un documento di richieste e rivendicazioni. I rivoltosi dopo avere danneggiato porte, impianti e arredi, armati di bastoni e oggetti vari presi dalle celle, sequestrarono quattro agenti penitenziari, tre medici e due infermiere. Ora devono rispondere dei reati di sequestro di persona e di devastazione.

L'esecuzione delle ordinanze ha avuto luogo nelle province di Potenza, Bari, Crotone, Reggio Calabria, Napoli, Perugia, Livorno, L'Aquila, Oristano, Cuneo, Catanzaro, Agrigento, Palermo, Udine, Siracusa e Catania.

Tra i 29 arrestati ci sono anche otto pregiudicati pugliesi, alcuni con precedenti per droga e altri esponenti di clan coinvolti anche in fatti sangue.  Altri quattro detenuti pugliesi, tra i quali Emanuele Fiorentino, uno dei killer di Giuseppe Mizzi (vittima innocente di mafia, ucciso nel quartiere Carbonara di Bari nel marzo 2011), erano già stati arrestati a settembre 2021.

Quella di Melfi non fu l'unica rivolta nelle carceri durante la pandemia: sommosse ci furono tra il 7 e il 9 marzo del 2020 a Frosinone, Salerno, Modena, Napoli, Vercelli, Alessandria, Foggia e si contarono 13 vittime.

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di Redazione web