Gioco
«Bollette troppo alte». Il Tramezzino rincara
Il bar di viale Nievo adegua il listino al costo dell’energia. «Ce l’abbiamo messa tutta, ma altrimenti non ce la facciamo»
livorno. I celebri tramezzini del Tramezzino, così come i pezzi dolci, da domani saranno più… salati. «Nonostante la nostra buona volontà ci vediamo costretti a dover applicare un piccolo aumento dei prezzi», spiega il titolare Francesco Orsini, che subito puntualizza: «Certamente non voglio piangermi addosso, mentre ci sono altri locali che hanno chiuso a causa della crisi. Ma con questa pandemia, nostro malgrado, siamo tutti in difficoltà».
Il caro bollette (e delle materie prime) è come la pioggia: cade su tutti, indiscriminatamente. E non c’è ombrello che tenga, neanche quello di un locale simbolo di Livorno come lo storico bar di viale Ippolito Nievo.
«È passato un anno esatto da quando portai il caffè a 1 euro e 10, e anche all’epoca fui tra gli ultimi in città», racconta Orsini, che poi prosegue: «Anche questa volta abbiamo resistito finché ci è stato possibile, ma davvero non possiamo farne a meno».
30 centesimi in più per i tramezzini, 10 per i pezzi dolci: da 2 euro a 2,30 e da 1 euro a 1,10. Pochi spiccioli che possono fare la differenza, sia per i clienti che per i commercianti. «Abbiamo la fortuna di avere una tariffa luce bloccata, ma ci è arrivato comunque un aumento di 700 euro (del quale chiederemo spiegazioni). I rincari più grossi, però, ci sono arrivati sulle materie prime», continua il titolare, precisando che «il rialzo più grosso, tra l’altro, riguarda le bibite; che abbiamo deciso di non aumentare».
Orsini preferisce parlare, infatti, di adeguamento dei prezzi, specificando che «ci siamo decisi dopo una lunga e sofferta discussione in famiglia, cercando di operare i ritocchi minimi indispensabili. Dai quali – afferma – non ricaviamo alcun guadagno. È come la marea: quando sale, la barca o si alza oppure affonda».
Il primo punto fermo, ribadisce il titolare, è la considerazione dei clienti: «La paura di perderli c’è, non lo nego. Confidiamo nella loro comprensione per il fatto che siamo tutti alle prese con la stessa crisi, nelle stesse difficoltà, e siamo certi che apprezzeranno la nostra buona volontà nel posticipare gli aumenti il più possibile».
Il secondo “comandamento” è poi quello di non abbassare gli standard del locale: «Manteniamo intatta la qualità dei nostri prodotti, così come non andiamo a tagliare il servizio notturno. È un sacrificio che facciamo volentieri, anche perché ci rendiamo conto che ci sono persone che vanno a lavorare molto presto oppure staccano molto tardi, e sono abituate a passare da noi per mangiare qualcosa», insiste Orsini.
E la «Gentile Clientela», almeno in queste ultime ore che precedono l’adeguamento, sembra aver compreso.
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