Il Tirreno

Livorno

Vittorio, la storia del coniglio salvato al distributore di benzina

Coniglio Vittorio abbandonato al benzinaio; sotto Stolfi e Gullo
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Coniglio Vittorio abbandonato al benzinaio; sotto Stolfi e Gullo

Livorno, ecco chi sono le volontarie Elena, Vanessa, Lucia che curano i morbidosi abbandonati e li fanno adottare: Facciamo tutto a nostre spese, chi vuole ci aiuti

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LIVORNO. Livorno ha le sue lady Bianconiglio, oppure le signore Bugs Bunny. Elena, Vanessa, Lucia tutte donne livornesi dal cuore grande e dallo sconfinato amore per gli animali. Soprattutto per i conigli. Li salvano dalla strada, si prendono cura di quelli abbandonati. E ad oggi si occupano di far vivere al meglio una quarantina di conigli. Curandoli, sterilizzandoli, dando loro da mangiare. Un grande aiuto arriva dalla clinica veterinaria Aurelia (Stagno) con Lucia Balestra e Fabio Nuti.

«L’ultimo lo abbiamo chiamato Vittorio come la persona che lo ha accudito la prima sera: qualche settimana fa è stato abbandonato al distributore di benzina all’inizio di viale Italia», è una storia a lieto fine, per fortuna.

Il coniglio, malconcio e traumatizzato, era stato abbandonato in una gabbietta poggiata su una seggiola, al benzinaio. «Si vedeva che non mangiava da tempo e da quanto ha sofferto anche ora sta vivendo dei postumi importanti», continua la livornese 44enne. Elena Stolfi, Vanessa Gullo e Lucia Pallanti sono le volontarie che, di fatto, rappresentano la salvezza per tanti conigli. Da 12 anni. «Oggi nella nostra oasi dedicata ai conigli – continua – ne abbiamo circa una quarantina: non diciamo dove è perché tre anni fa quando il recinto era al Parterre ed i conigli erano visibili, qualcuno una notte ha spaccato tutto e ucciso tre animaletti». L’oasi oggi c’è ma è in un luogo nascosto. È un’oasi che, appunto, è nata all’interno dell’ ex parco zoologico cittadino: tanti i conigli che venivano abbandonati. «Ho cominciato a occuparmi di loro 12 anni fa – racconta Stolfi – per caso: ero al Parterre con mia nipote, mi ricordo che vedevo questi coniglietti nel recinto che spesso venivano maltrattati anche dagli stessi fruitori del parco, magari punzecchiati da bastoni per farli muovere, era un delirio». Da lì, passo dopo passo, con la collaborazione del Comune, Stolfi e le altre volontarie hanno cominciato a prendersi cura di quei coniglietti. «È il terzo animale da compagnia preferito in Italia, e allo stesso modo nella classifica degli abbandoni è il terzo dopo cani e gatti». Stolfi sa tutto di loro. Sa tutto di Tommy che ora non c’è più. «Il nome arriva dal bambino che lo ha trovato al Parterre e ce lo ha portato», continua. Poi ci sono Bernadette, la Cechina, La coniglia del porto, le conigliette con i nomi delle sorelle del romanzo “Piccole donne” di Louisa May Alcott. «Ognuno di loro ha una storia e i nomi che diamo loro sono legati magari a dove sono stati trovati, o per caratteristiche fisiche», prosegue.

La loro attività è regolamentata: fanno parte del gruppo del Dopolavoro Ferroviario “Ornitologico e Bianconiglio”. Hanno una convenzione stipulata tra il Dopolavoro Ferroviario e il Comune nel 2014. Loro sono il Bianconiglio: cibo, cure, necessità pagano tutto di tasca loro.

Certamente una mano a livello economico servirebbe. «Se qualcuno ha piacere di darci una mano, sia con del mangiare adatto, sia in altre forme noi accogliamo tutto a braccia aperte – prosegue Stolfi – Facciamo tutto con i nostri soldi. Chi vuole può contattarmi su Facebook sul mio profilo Elena Stolfi (Bianconiglio) oppure può inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica bianconiglio.liv@gmail.com». E aggiunge: «Chi vuole può comunque lasciare una donazione per noi anche alla clinica Veterinaria Aurelia di Stagno. E chiude: «Anche chi ha bisogno di un consiglio rispetto ai conigli, oppure non può più tenerli, invece di abbandonarli ci contatti: allo stesso modo chi vuole adottarli ci chiami e ne parliamo».

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