Gioco
Colle, l’ammanco in Comune «Troppa fiducia personale ha permesso l’illecito»
COLLESALVETTI. Si chiude un nuovo capitolo sulla vicenda dei soldi spariti al Comune. La commissione d’indagine, istituita nel settembre 2019 per valutare la questione ammanco e insediatasi nel gennaio successivo, ha infatti presentato la relazione conclusiva.
La commissione aveva il compito di visionare gli atti della magistratura relativi al caso, accertare la plausibilità e le modalità con le quali potrebbe essersi verificata l’appropriazione indebita, e accertare se i meccanismi di controllo contabili siano stati rigorosamente attivi per tutto il periodo della presunta sottrazione di soldi pubblici.
Doveva inoltre accertare se vi potessero essere state falle o ritardi nell’attività degli organi di controllo, e infine raccomandare eventuali azioni o procedimenti da intraprendere da parte del consiglio comunale a séguito dell’accertamento dei fatti.
Preso atto che la magistratura ha rinviato a giudizio Francesca Gagliardi, ex economa del Comune indagata per peculato aggravato e accusata di aver fatto sparire dalle casse pubbliche quasi 660mila euro in dieci anni (a partire dal 2009) e licenziata per giusta causa ad ottobre 2019, nel documento reso disponibile sull’albo pretorio la commissione esprime dunque considerazioni e valutazioni.
In primo luogo sottolinea come la magistratura ha escluso elementi di collusione da parte di collaboratori o superiori della donna; affermando così e difendendo la correttezza professionale e l’onestà degli altri dipendenti. E ribadisce che la serialità delle operazioni illecite sarebbe stata agevolata da un controllo non adeguato da parte della macchina amministrativa.
Accanto alle due considerazioni, la commissione esprime infine la propria valutazione: «Pare quindi di poter affermare che, in concreto, le illegalità siano state rese possibili da una gestione fondata su un’eccessiva fiducia interpersonale, fiducia che ha permesso l’illecito sfruttando anche un regolamento e una prassi che evidentemente non erano adeguati e necessitavano di ulteriori interventi in senso restrittivo», si legge infine nel documento.
Interventi, rivendica la commissione, messi in atto dalla giunta del sindaco Adelio Antolini.
Il primo cittadino Lorenzo Bacci e la segretaria comunale di allora, Rosaria Di Biasi, nel maggio 2019 avevano denunciato l’iniziale ammanco scoperto durante un periodo di malattia della ex economa.
Per un anno e mezzo la sezione di polizia giudiziaria della finanza eseguì gli accertamenti per scoprire il “sistema Gagliardi”, il metodo che permetteva alla donna di incassare i soldi del Comune alterando la contabilità.
A giugno 2021 gli avvocati dell’ex economa proposero al Comune un risarcimento del debito accumulato dalla donna; il consiglio comunale respinse la proposta. Negli stessi giorni, in sede di udienza preliminare, il giudice Antonio Del Forno comunicò di doversi astenere per incompatibilità con il procedimento; facendolo così slittare.
Per scrivere la parola “fine” sull’intera vicenda, almeno a livello amministrativo, bisogna ancora attendere la chiusura delle indagini della Corte dei Conti.
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